Quando i riflettori sul red carpet si spengono e i proiettori in sala lasciano il posto ai brindisi in spiaggia, per le star di Hollywood e del grande schermo internazionale, la rotta al Lido è una sola: la Terrazza Biennale, affacciata sulla Promenade e sul lungomare, a pochi metri dal Palazzo del Cinema. È qui, insieme al Palazzo del Casinò, il quartier generale dello chef trevigiano Tino Vettorello, cucina ufficiale delle aree food del Festival dal 2010, ormai al suo diciassettesimo anno di Mostra. “Diciassette edizioni significano conoscere i ritmi e le esigenze della Mostra, ma non lavorare per abitudine -spiega Vettorello- Ogni anno cambiano gli ospiti, gli eventi e il pubblico, cosicché anche la cucina deve trovare un linguaggio nuovo, pur mantenendo saldo il rapporto con Venezia e con il territorio veneto”.
Per Vettorello la cucina durante la Mostra del Cinema di Venezia diventa così un’estensione narrativa del cinema stesso, dove il piatto non è un semplice momento di pausa ma una vera sceneggiatura gastronomica. Negli anni, i grandi volti del cinema internazionale che hanno popolato la Laguna -da George Clooney a Lady Gaga, da Penélope Cruz a Jude Law- sono diventati muse ispiratrici per le sue creazioni: un dettaglio rubato durante un incontro, una preferenza culinaria confessata tra un brindisi e l’altro, una caratteristica della personalità dell’artista trasformata in esperienza visiva e gustativa. Nascono così piatti celebri come “Il rombo alla Clooney”, che quest’anno ha assunto un significato particolare alla luce del Leone d’Oro alla carriera assegnato alla prima serata di apertura a George Clooney. “Il Rombo alla Clooney fa parte da tempo dei miei menu -ricorda Vettorello- Quest’anno la dedica incrocia un momento importante della carriera dell’attore e del suo rapporto con Venezia. È una coincidenza che rende il piatto ancora più legato a questa edizione”.
I piatti di Vettorello, insomma, richiamano le star e l’atmosfera del Festival. E va da sé che la novità di questa edizione 2026 è stata il piatto denominato Red Carpet: ovvero una tartare di branzino Valle del Lovo con germogli della laguna, polvere d’olio e maionese al Prosecco Superiore Docg. 
Il nome rimanda al tappeto rosso a pochi metri dalla Terrazza, mentre il piatto tiene insieme il pesce del territorio, la laguna e uno dei vini simbolo del Veneto. “Il red carpet è il luogo più fotografato della Mostra, ma per chi lavora in Terrazza è anche una presenza quotidiana -racconta lo chef- Ho voluto portarlo nel menu senza limitarmi al nome: il rosso è disegnato nel piatto con un gel di fragola, le star sono il branzino, i germogli della laguna e il Prosecco”.
Tino Vettorello ha cucinato anche per gli Oasis, la band rock britannica arrivata al Lido per presentare il documentario “Oasis: Don’t Look Back in Anger”. Per loro, Vettorello ha preparato una cena speciale in quattro portate, capace di raccontare l’Italia attraverso sapori semplici, colori mediterranei e qualche tocco veneto.
Ad aprire la cena è stato Viaggio al Sud, piatto solare costruito attorno alla morbidezza della burrata e alla freschezza vegetale di peperone, datterino e basilico, con la sapidità della polvere di capperi di Pantelleria a dare profondità. “Cucinare per gli Oasis è stato divertente, perché sono un’icona mondiale, ma hanno un’identità molto forte, immediata, senza troppi fronzoli -spiega Vettorello- Ho voluto fare lo stesso con la cena: sapori riconoscibili e italiani.
Con Viaggio al Sud abbiamo portato a tavola il Mediterraneo, con i paccheri abbiamo giocato su tre colori e tre diverse espressioni del pomodoro, mentre nei finger food ho voluto che si sentisse Venezia, dal baccalà al nero di seppia fino al Prosecco. E poi abbiamo chiuso con il tiramisù e la grappa, perché alla fine doveva esserci anche un po’ della mia terra. Quando cucino per artisti così importanti non cerco mai di stupire con ingredienti impossibili -aggiunge- Preferisco far scoprire loro quanto può essere sorprendente un grande pomodoro, un baccalà fatto bene o un prodotto che arriva da pochi chilometri da qui. La musica degli Oasis ha attraversato generazioni e confini; per una sera abbiamo provato a fare la stessa cosa con la cucina italiana”.
Oltre al servizio quotidiano di ristorazione, la Terrazza Biennale ospita per tutta la durata della Mostra un calendario di incontri ed eventi con protagonisti del cinema, rappresentanti delle istituzioni e ospiti delle aziende partner. “La Terrazza cambia volto durante la giornata -sottolinea Vettorello- Un pranzo, una cena e un evento richiedono organizzazioni differenti, spesso a poche ore di distanza. Dietro ogni servizio lavora una squadra numerosa, chiamata a muoversi con precisione in uno dei periodi più intensi dell’anno”. Imprenditore trevigiano, Tino Vettorello è lo chef ufficiale delle aree food della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal 2010. Ha cucinato nei festival internazionali di Berlino e Cannes, alle Olimpiadi invernali, ai Mondiali e in regate come l’America’s Cup. Oltre alla Terrazza Biennale, guida il ristorante Tino Jesolo. Nel 2024 Forbes Italia lo ha inserito tra le “100 eccellenze italiane del food”.
Germana Cabrelle
