Le nuove Cuvée di Champagne Jacquesson

A Milano un racconto di stile e identità

E’ un anno eccezionale per Champagne Jacquesson che presenta al mercato ben tre nuove cuvée, un avvenimento piuttosto raro: Cuvée n° 749 Extra Brut, Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif Extra Brut e Champ-Caïn Avize Grand Cru 2015. Un’occasione preziosa per Jean Garandeau, managing director della Maison, che le ha raccontate in prima persona a Milano, all’hub di Identità Golose, affiancato dal partner storico, Pietro Pellegrini, presidente di Pellegrini Spa di Cisano Maderno (Bg), che importa questi Champagne da oltre 25 anni.
Ha così acquisito concretezza la visione e il metodo di una delle Maison più interessanti della Champagne contemporanea che fonda la propria filosofia produttiva su un approccio rigoroso e parcellare orientato a valorizzare l’unicità di ogni millesimo attraverso pratiche agronomiche rispettose: “L’obiettivo è la ricerca dell’eccellenza più che dell’omogeneità, privilegiando la creazione di un grande vino rispetto al mantenimento di uno ‘stile Maison’ immutabile -ha spiegato Garandeau- La pazienza è la parola che per noi conta di più, insieme a lentezza e precisione”.
Fondata nel 1798, la Maison Jacquesson si distingue da sempre per il suo spirito innovativo e visionario e oggi la sua identità si esprime nelle celebri Cuvées 700 che rappresentano un approccio unico: ogni edizione nasce da un singolo millesimo, completato da vini di riserva per accrescerne la complessità e forgiarne lo stile senza alterarne il carattere. Gli ettari di vigneto sono 36, tra Grand e Premier Cru coltivati in biologico, che si estendono tra la Côte des Blancs e la Vallée de la Marne. In cantina, vinificazioni in legno e l’assenza di filtrazioni permettono di preservare purezza ed espressività, dando vita a Champagne profondi, identitari e capaci di evolvere nel tempo; inoltre, i dosaggi sono bassissimi, tra 0 e 2 grammi per litro, ed “è il vino che decide il dosaggio”, ha chiarito Pietro Pellegrini.


Le Cuvées 700 hanno registrato il loro debutto nell’anno 2000 avviando una rivoluzione numerata partita dall’ultimo numero riportato nei quaderni di cantina alla fondazione della Maison di Dizy: 727. Così la prima, Cuvée, uscita nel 2000, è la n° 728, e da allora ogni anno avviene il debutto di uno Champagne numerato: “La Maison è passata dalla produzione di una serie di vini a un solo vino all’anno, una cuvée che riunisce il meglio della produzione dell’anno, che esce anche una seconda volta come Dégorgement Tardif quando il millesimo si rivela eccellente”.
Quella del Programma 2026 è la Cuvée n° 749 Extra Brut, “uno Champagne che rappresenta la carta d’identità della Maison degli ultimi 20 anni”, ha riassunto Jean Garandeau. Un millesimo tardivo, espressione dell’annata 2021 caratterizzata da un andamento climatico complesso, una primavera fresca con gelate, piogge intense in giugno e luglio e un clima più secco da metà agosto che ha consentito ai grappoli di raggiungere una maturazione equilibrata. La vendemmia è iniziata il 20 settembre e si è protratta fino al 1° ottobre così da ottenere maggiore concentrazione preservando al contempo eleganza, precisione e finezza. L’assemblaggio è quello classico della Champagne con Pinot Noir e Menieur, ma a prevalenza Chardonnay, con uve provenienti da decine di parcelle dei villaggi di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon (72%), nonché da Avize e Oiry (28%) e integra una quota di vini di riserva provenienti dalle cuvée precedenti, dalla n°748 alla n° 743, esclusa la n° 745; il dosaggio è di 2 grammi per litro. Della Cuvée n° 749 Extra Brut sono state prodotte 191.794 bottiglie, 8.015 magnum e 390 Jéroboam. “La Maison Jacquesson produce, nelle annate normali, 250 mila bottiglie e in Italia ne arrivano 30 mila -ha sottolineato Pietro Pellegrini- La Cuvée n° 749 è un vino maggiormente disponibile rispetto a quelle che l’hanno preceduta ed è anche un vino più pronto”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo Champagne è la Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif Extra Brut nata dall’annata 2016, un ottimo millesimo in Champagne. Già presentata 5 anni fa come Cuvée numerata 744 (il numero non cambia) è rimasta a riposare sui lieviti in bottiglia, con tappo di sughero, per 8 anni, una maturazione che ha messo in luce il potenziale evolutivo della Maison. Tra la Cuvéé n° 744 e la Cuvée n°744 Dégorgement Tardif c’è un’evoluzione in linea, ma la seconda esprime maggiore complessità, si distingue per profondità aromatica e sapidità, è molto minerale, più lunga che larga, di grande energia, con un Pinot Noir particolarmente espressivo. Ha precisato Jean Garandeau: “La sboccatura tardiva di vini invecchiati anche più di 15 anni permette di ottenere risultati estremi: il prolungamento della fase di maturazione sui lieviti prima della sboccatura produce degli aromi terziari che si coniugano armoniosamente alla freschezza conservata grazie a un invecchiamento in ambiente poco ossidativo. Questa lunga maturazione permette di degustare oggi vini di millesimi diventati leggendari”. Le uve dell’annata 2016 provengono dai villaggi di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon (55%), nonché da Avize e Oiry (45%). Climaticamente la 2016 è stata un’annata complicata da un inverno e da una primavera estremamente piovosi, segnati da gelate a fine aprile, poi un’estate straordinaria ha consentito alle uve di recuperare il ritardo vegetativo e di raggiungere equilibri di grande qualità. La vendemmia è iniziata il 19 settembre e si è conclusa il 6 ottobre.

“Le uve, mature e perfettamente sane, hanno dato origine a vini aromatici, concentrati e di grande sapidità -ha detto Garandeau- Il Pinot Noir si è distinto in modo particolare, esprimendo ricchezza e struttura. L’assemblaggio integra il 30% di vini di riserva provenienti dalle cuvée dal n°743 al n° 736 (esclusa la n° 738). Dopo 92 mesi di affinamento sui lieviti questa cuvée testimonia pienamente il potenziale eccezionale del millesimo 2016”. Della Cuvée n° 744 Dégorgement Tardif (che ha un dosaggio di 2 grammi per litro ed è stata sboccata a febbraio 2025) sono state prodotte 19.700 bottiglie e 905 magnum.
Accanto alla Cuvée numerata, quando qualità e quantità sono ritenute eccellenti, la Maison Jacquesson produce quattro lieu-dit, Champagne provenienti da una singola parcella, come Champ-Caïn Avize Grand Cru 2015, che è il terzo Champagne del Programma Jacquesson 2026, l’unico dei quattro presentato quest’anno al mercato. Avize Champ-Cain è un vigneto storico coltivato a Chardonnay situato alla base del pendio ed esposto a sud con suolo calcare argilloso-sabbioso limoso, con ghiaie di gesso. Piantata nel 1962, la parcella conta 1,3 ettari (è la più grande dei quattro lieu-dit) e comprende 12 mila viti di Chardonnay allevate secondo il sistema di potatura Chablis, ideale per questo vitigno nei climi freschi: è una forma di allevamento a Guyot modificato, caratterizzata da una struttura a calice basso.

L’annata 2015 è stata contraddistinta da temperature miti e da una piovosità abbondante in inverno e in gran parte della primavera, seguiti da siccità e forti caldi fino a metà agosto, poi da un’alternanza di freschezza umida e calore secco. In questo millesimo caldo, la pazienza si è rivelata fondamentale per attendere una piena maturità aromatica ed evitare il rischio di note vegetali. La vendemmia ha avuto inizio il 21 settembre 2015. La sboccatura è avvenuta a febbraio 2025, il dosaggio è di 1 grammo per litro. “E’ un vino che riflette con precisione il carattere del millesimo caldo 2015, in cui la gestione del vigneto ha permesso di ottenere una maturità aromatica piena ed equilibrata”, ha commentato Jean Garandeau. Di Avize Champ-Caïn 2015 sono state prodotte 10.772 bottiglie e 402 magnum.

“Queste Cuvée riflettono pienamente lo spirito dei nostri vini e della Maison: finezza, eleganza ed espressione delle annate con la loro personalità -ha precisato Garandeau- Piaceranno sicuramente alla nostra clientela italiana appassionata di grandi Champagne. Per noi L’Italia è un mercato fondamentale”. Ha aggiunto Pietro Pellegrini: “Disponiamo di una buona quantità di prodotto e le Cuvée numerate sono sempre state vendute prima dell’uscita della Cuvée numerata successiva. Grazie all’elevato livello qualitativo raggiunto da questi Champagne non vedo criticità, anche in questo momento complesso per il mercato dello Champagne. E quest’anno la Pellegrini nel suo complesso sta facendo gli stessi numeri dell’anno scorso, quindi non ci possiamo lamentare”.

Barbara Amati