Un affascinante château urbano nel cuore di Milano. E’ Château Monfort, 5 stelle, luxury hotel di Planetaria Hotels e Relais & Châteaux, ospitato in un magnifico palazzo del Novecento in stile Liberty con opere dell’architetto dell’epoca Paolo Mezzanotte. La ristrutturazione, avvenuta nel 2011, ha rispettato i dettagli storici e ha trasformato gli ambienti in chiave contemporanea sia delle sale comuni, sia delle 77 camere e suite. 
Il ristorante gourmet ha un nome dal fascino indiscutibile: Rubacuori, e nelle tre sale, l’Alcova, la Sala della Caccia e la Sala Rubacuori, l’atmosfera è calda e accogliente, con dettagli ricercati (come le sedie argentate con lo schienale a forma di cuore e i tavolini specchiati della Sala Rubacuori) che svelano un’anima romantica. E la cucina dell’executive chef Domenico Mozzillo, che si occupa di tutta la ristorazione dell’albergo, resta nel cuore per quell’insieme armonioso di creatività, gusto e colore che contraddistingue ogni piatto.

Campano di origine e milanese di adozione, Mozzillo ha affiancato la brigata del Rubacuori nel 2012 e dal 2017 è l’executive chef: “Avevo promesso a me stesso che sarei riuscito a ricoprire quel ruolo entro i 30 anni e così è stato”, racconta con un certo orgoglio lo chef oggi 39enne. Dopo il diploma all’alberghiero a 18 anni ha lasciato Napoli spinto dal desiderio di imparare e crescere professionalmente e non si è più fermato. Alle spalle ha esperienze in Francia (a Parigi, con uno stage da Alain Ducasse) e poi in Italia, in Toscana, Lazio e in Emilia Romagna, per approdare infine in Lombardia e a Milano. “Qui posso sperimentare liberamente e la mia idea di cucina è in continua evoluzione. La destrutturazione delle ricette classiche avviene non solo tramite diverse tecniche di cottura e di lavorazione delle materie prime, ma anche grazie alla selezione degli ingredienti da sostituire o integrare per conferire carattere al piatto senza snaturarlo”. Lo chef utilizza ingredienti di alta qualità, privilegiando materie prime regionali e stagionali, prodotti biologici a km 0-100 e provenienti da filiere certificate, e presidi Slow Food. Particolare attenzione viene data anche alla panificazione e alla pasticceria preparati quotidianamente dalla brigata che conta nove chef.
Il menu del ristorante cambia con le stagioni e propone i sapori tipici della cucina
mediterranea rivisitati in chiave moderna, con un occhio di riguardo ai piatti milanesi e campani. La presentazione dei piatti, elegante e creativa, riflette l’approccio culinario dello chef che lavora carni (anatra, quaglia, fassona piemontese, agnello), pesci (ricciola, tonno, rombo) e vegetali (dalle fave ai carciofi), ma predilige il pesce “che va lavorato poco per esaltarne il gusto e scelgo solo pesce del Mediterraneo di alta qualità”. Inoltre, Mozzillo si sta dedicando a piatti di ricerca vegetariani in cui assembla più ingredienti e utilizza diverse tecniche di cottura, come nella Fonduta di Pecorino e crumble di carciofo intero cotto a bassa temperatura. “Tecniche di cottura innovative definiscono la mia cucina che è semplice, ma lineare: nelle mie ricette rivisitate si sente il gusto delle materie prime, perché il mio obiettivo è esaltare i sapori originali”.

A primavera lo chef Mozzillo ha fatto una scelta controcorrente e ha stravolto l’impostazione della carta: “Ho solo menu degustazione suddiviso in carne, pesce, vegetale: è più propositivo e i clienti apprezzano. La primavera è la stagione della rinascita, dei profumi nuovi e dei colori brillanti -continua lo chef- e ho voluto raccontarla attraverso un risotto che fosse al tempo stesso elegante, vibrante e armonioso come il Risotto ai piselli freschi con gambero rosso e cremoso di burrata. Il pisello fresco è l’ingrediente principale al quale si affiancano, con eleganza e verve, il gambero rosso e la burrata esaltando l’esperienza sensoriale. Il pisello fresco viene declinato in tre consistenze differenti: crema, grano intero e polvere ottenuta tramite essiccazione a bassa temperatura. Una scelta volta a valorizzare la dolcezza naturale del prodotto e la sua capacità di richiamare immediatamente l’idea di primavera. Il gambero rosso, leggermente battuto e condito con olio, sale e scorza di lime dona una nota marina fresca e delicata, creando un equilibrio ideale con la morbidezza vegetale del risotto. Infine, un cremoso di burrata che aggiunge rotondità senza appesantire, mantenendo il piatto elegante. Tocco finale, la mantecatura calibrata con piselli freschi, burro, Parmigiano Reggiano Vacche Rosse 36 mesi e una guarnizione di germogli e gambero rosso”.

Proposte gourmet sono anche come la Ricciola, asparagi e agrumi, Rombo, beurre blanche e alghe, l’Anatra, fragola e rabarbaro, che sta riscuotendo un bel successo, la Quaglia, lattuga alla brace e fondo al fieno. Piatti che uniscono tecnica, gusto e sensibilità gastronomica, esteticamente attraenti in cui il colore assume una funzione ulteriore, perché le tonalità si rifanno alla stagionalità dei prodotti.
Infine, lo chef Mozzillo propone il percorso sensoriale Ad occhi chiusi per scoprire e gustare la sua interpretazione della cucina italiana: è un menu di 6 portate (due antipasti, un primo, due secondi e un dolce) che ne rappresentano e racchiudono l’essenza.

I piatti variano di volta in volta, a seconda della stagionalità, mantenendo così anche l’effetto sorpresa. “Il mio quotidiano è fatto di stimoli e il mio obiettivo è continuare a fare ciò che sto facendo.
C’è tanta curiosità e voglia di migliorarmi, e vorrei che la mia cucina fosse riconosciuta per il valore che ha anche da chi fa critica gastronomica, non solo dai nostri ospiti.
E’ un desiderio che mi spinge a migliorarmi anche per una maggiore soddisfazione della mia brigata”.
E, sicuramente, i piatti di Mozzillo rivelano quell’attenzione maniacale all’eccellenza della materia prima e alla sua esaltazione senza estremismi, ma con equilibrio e armonia, in un percorso di ricerca che continua ogni giorno.
