Etna, compie 10 anni la linea Di Sei

l’evoluzione dei vini di Palmento Costanzo

Un anniversario importante, quello dei primi dieci anni della linea Di Sei di Palmento Costanzo -nata con la vendemmia 2011- che Valeria e Serena Costanzo hanno raccontato al Pellico 3, il ristorante gastronomico del Park Hyatt Milano, affidando l’abbinamento dei loro vini all’estro dello chef Guido Paternollo. “Di Sei è un progetto di famiglia e di vita quotidiana, perché siamo tutti i giorni nei nostri vigneti sull’Etna, in Contrada Santo Spirito, sul versante nord, da 600 a 800 metri di altitudine, con viti anche di 120 anni di età, e nell’antico palmento, oggetto di un attento restauro conservativo e tuttora in uso”, ha ricordato Valeria Costanzo. L’acquisto di sei ettari di vigneti terrazzati e la decisione di trasformarsi in vitivinicoltori viene da una passione illimitata per il vino e per la “Muntagna” dove Valeria e Mimmo Costanzo nel 2011 fecero la loro prima vendemia di nerello mascalese, concretizzando il desiderio di valorizzare i vitigni autoctoni della Doc e ripristinare le pratiche vinicole tipicamente etnee.

Oggi gli ettari sono diventati 18 e la linea Di Sei -dal nome intimamente connesso alla Muntagna, perché sei è la posizione occupata dall’Etna nella mappa scientifica dei vulcani più attivi del pianeta- si è ampliata al Bianco di Sei, a base di uve carricante, e al Rosa di Sei, 100% nerello mascalese. Di Sei è la linea del cuore e Nero di Sei è il primo figlio: “E’ la testimonianza di quanto l’Etna non sia solo un luogo di produzione vinicola, ma un essere vivo, mai uguale a se stesso, la cui continua evoluzione si deve percepire in ogni sorso”, ha ribadito Valeria Costanzo a cui nel tempo si è affiancata la figlia Serena, enologa.
L’ingresso in azienda di Serena ha portato nuova linfa in azienda: l’analisi capillare delle parcelle si traduce in un approccio alla vinificazione ancora più verticale e chirurgico che rende Nero di Sei, che rappresenta l’origine dell’azienda, il simbolo stesso di Palmento Costanzo: proposto in degustazione nelle annate 2019, 2020 e 2021, è un vino che non smette mai di essere se stesso, pur esprimendo i ritmi e i cambiamenti alla base del concetto di evoluzione etnea. Se la tensione, la freschezza e la profondità aromatica tipiche della collezione di Sei sono il frutto dalla combinazione di viticoltura d’altura, forti escursioni termiche e mineralità del suolo vulcanico, ogni annata presenta la sua cifra stilistica distintiva.


Valeria e Serena Costanzo hanno scelto le annate 2021 (molto calda), 2020 (classica ed equilibrata) e 2019 (fredda e piovosa) per raccontare l’evoluzione dell’identità di Nero di Sei e di Bianco di Sei perché, oltre a essere particolarmente equilibrate dal punto di vista organolettico, rivelano perfettamente quanto il terroir enologico dell’Etna, isola dentro l’isola, sappia mostrare diversi aspetti della propria personalità anche in un arco temporale breve. “Nero di Sei matura per 24 mesi in botti di rovere austriaco e affina oltre un anno in bottiglia: più a lungo affina e meglio è -ha spiegato Serena Costanzo- Se il 2019 ha tannini delicati e piacevoli, trama finissima e un frutto che si avverte in maniera decisa, il 2020 ha un naso avvolgente e un finale ricco di frutto e spezie, e il 2021 -annata attualmente sul mercato- è molto elegante con tannini intensi ed equilibrati”. Bianco di Sei, proposto nelle stesse annate, è maturato in acciaio e affina un anno in bottiglia: “Il filo conduttore che unisce i vini di queste annate sono l’acidità molto presente bilanciata dalle note cremose che ‘escono’ con il lungo affinamento in bottiglia: sono bianchi che mantengono nel tempo tensione e salinità”, ha aggiunto l’enologa ricordando che oggi è disponibile l’annata 2023.

A tavola, lo stile di cucina personale e ben definito dello chef Guido Paternollo, in cui il rigore, la tecnica e la precisione di impronta dichiaratamente francese si integra con il gusto e la sensibilità gastronomica di matrice italiana, ha esaltato alcune annate della linea Di Sei creando un’armonia di gusto stratificata e complessa. Il mare ha dialogato con Bianco di Sei 2023 nella Tartare di tonno rosso, maionese moderna di foie gras, capperi e limone in cui le nuance aromatiche tipiche della Sicilia hanno valorizzato la nota minerale e la freschezza del vino. Il Risotto alla zucca, gamberi rossi, Parmigiano Reggiano 18 mesi e tartufo nero è un viaggio attraverso l’Italia e i suoi sapori decisi si sono sposanti perfettamente con Rosa di Sei 2024, un rosato piacevolissimo prodotto con uve nerello mascalese che completa la linea. Infine, l’eleganza di Nero di Sei 2021 ha esaltato la Guancia di vitello brasata, topinambur confit, purè di topinambur al burro nocciola: la consistenza tenerissima della guancia, unita al carattere del topinambur -uno degli ingredienti “feticcio” della cucina di chef Paternollo- si è rivelato l’abbinamento perfetto per la struttura e gli aromi del vino simbolo di Palmento Costanzo.
I vini di Palmento Costanzo sono distribuiti da Sagna S.p.A.

Barbara Amati