Nel punto più alto di La Morra, nelle Langhe, a Serradenari, parcella storica che rappresenta il punto più alto del comune e dell’intera Denominazione del Barolo, c’è l’azienda vitivinicola Dosio. Oggi è guidata da Chiara Lanci, manager in comunicazione e marketing di ritorno alla terra dopo la morte del papà Gianfranco, nel 2023, che l’aveva rilevata nel 2010 dalla famiglia fondatrice e portata a nuova vita. Il patrimonio viticolo di Dosio si estende oggi su 14 ettari, a 500 metri di altitudine, distribuiti tra alcune delle aree più rappresentative di Barolo e Barbaresco, frutto di una crescita ponderata e coerente.
La filosofia produttiva si fonda, in vigna, su pratiche a basso impatto ambientale, nel rispetto del territorio e della biodiversità, supportate dalla certificazione Sqnpi, ottenuta nel 2021. Ogni scelta agronomica è calibrata in funzione del singolo vigneto con l’obiettivo di preservarne l’equilibrio e valorizzarne le caratteristiche distintive. In cantina si effettuano interventi minimi e non invasivi, per esaltare, e non coprire, il carattere dell’uva e del terroir di origine.
Accanto a Serradenari, riconosciuta come la Menzione Geografica Aggiuntiva più elevata del Barolo, confermando così il valore dell’altitudine come chiave di finezza, freschezza e precisione espressiva, sono diversi i cru che fanno capo all’azienda: Bussia, a Monforte d’Alba, introduce una dimensione più ampia e strutturata del Nebbiolo; Montersino, nel territorio del Barbaresco, aggiunge una voce raffinata, giocata su eleganza e verticalità; Meriame, a Serralunga d’Alba, è il primo vigneto condotto in regime biologico. La gamma dei vini comprende anche Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e, tra i bianchi, Roero Arneis, Langhe Riesling e Langhe Sauvignon.
Tra le etichette più interessanti c’è anche il Roero Arneis Docg, sul mercato con l’annata 2024, prodotto con le uve arneis vinificate in serbatoi termocondizionati a bassa temperatura per preservare la freschezza aromatica della materia prima.
Il vino affina sui lieviti nobili in acciaio con regolari bâtonnage. Ha un colore luminoso giallo paglierino dai riflessi verdognoli; al naso rivela un profilo floreale fine, con note di ginestra e camomilla; al palato è succoso, minerale e di grande sapidità, con una persistenza che riflette il carattere deciso del vitigno e la ricchezza del suo terroir.
