di Barbara Amati
Un Pinot bianco raffinato, di grande tensione, elegante e profondo: è Kalkberg 2023, Pinot Bianco Alto Adige Doc della Cantina Sankt Pauls di Appiano (Bz), la prima annata di questo vino seguita interamente da Philipp Zublasing, il giovane enologo in carica da luglio 2023, con studi all’Istituto di San Michele all’Adige e a Geisenheim (in Germania), e con un’esperienza professionale in Sud Africa. Al Ristorante Daniel Canzian di Milano, Zublasing e il direttore commerciale e marketing Tobias Leimgruber -entrato nel team della Cantina a gennaio 2024- hanno raccontato il percorso di rinnovamento e di evoluzione stilistica dei vini prodotti grazie alle 190 famiglie di viticoltori della cantina cooperativa fondata a San Paolo nel 1907, Cantina ben nota per la linea Praeclarus, dedicata allo spumante metodo Classico -48 mesi sui lieviti- sul mercato dal 1979, tra le prime etichette di spumante Classico in Alto Adige.
La Cantina altoatesina si rilancia sul mercato partendo dal pinot bianco, la varietà che maggiormente la rappresenta. “Kalkberg nasce da una selezione meticolosa di parcelle di pinot bianco situate sopra il paese di San Paolo, tra 460 e 580 metri di altitudine -ha spiegato Philipp Zublasing- I vigneti, esposti prevalentemente a est, si trovano ai piedi del Monte Macaion e le viti affondano le radici in suoli calcareo-dolomitici, ben drenanti, ricchi di minerali e caratterizzati da una struttura ghiaiosa, elementi che contribuiscono in modo decisivo al profilo del vino. Il nome Kalkberg richiama le caratteristiche del territorio e del suolo: Kalk fa riferimento alla componente calcarea dominante dei terreni, mentre Berg rimanda alla località di Appiano-Monte (Eppan-Berg), dove si trovano gli appezzamenti. Anche il design dell’etichetta riflette il profondo legame con il territorio: le curve di livello raffigurate rappresentano uno degli appezzamenti selezionati per la produzione di questo vino, rafforzando il concetto di una accurata micro-zonazione”.

L’annata 2023 è stata complessa dal punto di vista meteorologico e ha richiesto un impegno straordinario da parte dei viticoltori attraverso un lavoro costante e scrupoloso. La primavera è stata caratterizzata da scarse precipitazioni e temperature fresche, mentre l’estate si è rivelata calda e umida, con alcuni picchi termici. In settembre giornate soleggiate e notti fresche, con escursioni termiche equilibrate, hanno favorito una maturazione lenta e completa delle uve.

“Il vino fermenta e affina per 12 mesi parte in acciaio e parte in tonneaux di rovere, prevalentemente di secondo e terzo passaggio, con un uso molto limitato di legno nuovo, per rendere omaggio alla qualità delle uve senza sovrastarle: l’acciaio rimane centrale, il legno entra con misura, giusto quanto basta per conferire profondità; seguono 10 mesi di affinamento in bottiglia”, ha precisato l’enologo. Nel calice emergono note di fiori di campo, agrumi, albicocca e pesca; al palato il vino si distingue per la grande tensione, la sapidità, un corpo intenso sostenuto da un’acidità spiccata che dona eleganza e profondità, prospettiva di una lunga vita. Di Kalkberg 2023 sono state prodotte 5.200 bottiglie.
Focus sul Pinot Bianco, dunque, per l’azienda altoatesina, simbolo di un rinnovamento che punta a valorizzare ancor più il vigneto, parcella dopo parcella, e le varietà storicamente più vocate al territorio di riferimento (sauvignon, pinot nero, lagrein e schiava,) con una gestione equilibrata delle rese e vinificazioni mirate a esprimere freschezza, precisione aromatica e capacità di evoluzione. “Per noi Kalkberg rappresenta la sintesi delle parcelle e delle uve di Pinot Bianco che hanno espresso il meglio in una determinata annata. In generale, il Pinot Bianco è il pilastro produttivo più significativo di Cantina Sankt Pauls e occupa una quota importante dei vigneti intorno al nostro paese, circa il 17%, una percentuale rilevante per una cantina cooperativa -ha aggiunto Tobias Leimgruber- La 2023 è la quinta annata prodotta di Kalkberg e, allo stesso tempo, la prima realizzata nell’ambito del rinnovato percorso stilistico avviato due anni e mezzo fa. Insieme ai vini Schliff Sauvignon, Lehmstein Pinot Nero Riserva e Lagröll Lagrein Riserva, Kalkberg fa parte di una gamma concepita per una definizione stilistica ricercata e orientata all’evoluzione nel tempo, con l’obiettivo di una crescita coerente e progressiva nel posizionamento.
Sono vini indirizzati al canale horeca (che si vuole maggiormente potenziare) per i quali quello nazionale è il mercato più importante. Ma si guarda anche a incrementare la quota di export”.
Vini che sono stati mirabilmente abbinati ai piatti dello chef Daniel Canzian: Pasta mista alle canoce, Risotto al tardivo trevigiano, Guancetta di vitello fondente con spinaci all’italiana.
