A Napoli anche il bancone può diventare un luogo di esplorazione. Non soltanto per scegliere un cocktail o fermarsi a conversare, ma per osservare immagini, formulare domande e condividere interpretazioni. È questa l’idea alla base di Tarot Bar, il progetto ideato da Monica Neri, fondatrice di Mame Ostrichina, che da settembre propone un nuovo modo di
avvicinarsi ai Tarocchi di Marsiglia.
Il nome richiama volutamente il mondo dei bar: un ambiente informale, accessibile, fatto di tempi distesi e relazioni. Ma in questo caso al centro non ci sono soltanto le consumazioni. Il format combina una scuola online, uno strumento di lettura supportato dall’Intelligenza Artificiale e un’esperienza dal vivo, con l’obiettivo di trasformare lo studio dei simboli in un’attività da praticare e condividere.
Il primo spazio fisico del progetto è Mame Ostrichina, in via Carlo de Cesare 52, nei Quartieri Spagnoli. Qui le letture e i momenti di esplorazione delle carte si affiancano ai cocktail astrologici, in un contesto pensato per accogliere sia chi conosce già i Tarocchi sia chi si avvicina per la prima volta a questo linguaggio. L’elemento più interessante di Tarot Bar è il tentativo di spostare i Tarocchi da un contesto esclusivamente divinatorio a una dimensione più ampia, fatta di ricerca, gioco e convivialità. Il progetto non propone le carte come una macchina per predire il futuro, ma come un codice iconografico da osservare e interpretare.
Ogni carta diventa così un punto di partenza: si analizzano i dettagli, si mettono in relazione le immagini, si costruiscono domande e collegamenti. La dimensione del bar contribuisce a rendere l’esperienza meno formale e più vicina alla socialità contemporanea, quella in cui un drink può diventare il pretesto per una conversazione, un laboratorio o una nuova forma di intrattenimento culturale.
In questo senso, i cocktail astrologici non sono soltanto una proposta accessoria, ma parte del racconto del format: un elemento capace di collegare il mondo dell’ospitalità, la ricerca simbolica e il piacere di stare insieme.
La componente formativa di Tarot Bar è affidata a una scuola digitale, pensata anche per chi non possiede conoscenze pregresse. Il percorso parte dall’osservazione delle carte e non dalla memorizzazione di significati prestabiliti. Gli studenti sono accompagnati attraverso esercizi interattivi, che invitano a individuare particolari, relazioni e ricorrenze. La progressione è costruita come una sequenza di prove: prima di passare all’esercizio successivo, occorre completare quello precedente secondo i criteri previsti dal metodo.
A rendere possibile questo sistema è un algoritmo proprietario di esercitazione, sviluppato a partire dalle regole definite da Monica Neri e tradotte in un programma con il supporto di un programmatore. La tecnologia, quindi, non si limita a fornire contenuti, ma accompagna l’utente nella pratica del metodo. Il risultato è un modello di apprendimento che prende alcuni meccanismi dal gioco: osservare, tentare, verificare, riprovare e procedere per livelli. Un approccio che può risultare particolarmente adatto a un pubblico abituato a fruire contenuti culturali in modo interattivo e non esclusivamente frontale.
Alla scuola si affianca uno strumento di lettura basato sull’Intelligenza Artificiale. Il sistema è stato sviluppato seguendo gli stessi criteri del metodo proposto da Neri e nasce con una funzione di accompagnamento all’esplorazione delle carte.
L’obiettivo dichiarato non è offrire predizioni automatiche, ma aiutare l’utente a osservare e interpretare le immagini. In questa prospettiva, l’IA diventa uno strumento per stimolare domande e connessioni, non un sostituto dell’esperienza personale.
Il progetto prevede inoltre una dimensione collettiva. La scuola online, i laboratori dal vivo e gli incontri negli spazi ospitanti contribuiscono a creare una community in cui condividere osservazioni, dubbi e scoperte. L’esperienza davanti allo schermo viene così riportata nel mondo fisico, tra un incontro, una lettura e un momento di convivialità.
Mame Ostrichina rappresenta il primo laboratorio di Tarot Bar, ma non ne esaurisce l’identità. Il progetto è pensato per poter essere ospitato anche in altri locali, durante eventi o in contesti privati. Lo strumento digitale può essere utilizzato in presenza oppure a distanza, mentre la scuola online consente di mantenere un filo comune tra esperienze diverse. Questa flessibilità rende Tarot Bar vicino alla logica dei format contemporanei dell’ospitalità: un’identità riconoscibile, ma capace di adattarsi a luoghi e pubblici differenti (tarotbar.eu).
