Messorio 2022, un grande Merlot

L’azienda di Bolgheri Le Macchiole punta sul monovitigno

Le Macchiole è una delle prime aziende vitivinicole nate a Bolgheri, sulla Costa degli Etruschi, in Alta Maremma, a circa 100 chilometri a sud di Firenze e a soli 5 chilometri dal mare. E’ stata fondata nel 1983 da Eugenio Campolmi e da sua moglie Cinzia Merli con un’idea semplice, ma risoluta: partire dal vigneto, investire tutto sulla ricerca e sulla sperimentazione, piantando anche varietà allora poco utilizzate a Bolgheri.
Oggi i 35 ettari di vigneti dell’azienda hanno densità variabili, dai 5 mila ai 10 mila ceppi per ettaro e la viticoltura è condotta seguendo i principi della coltivazione biologica. L’attenzione per i particolari si traduce nella cura di ogni dettaglio. Alla raccolta manuale in vendemmia segue la doppia selezione dei grappoli e dei singoli acini eseguita al tavolo di cernita. La conduzione del vigneto parcella per parcella, la precisione delle lavorazioni, la scelta dell’epoca vendemmiale per ogni singola varietà sulla base della destinazione delle uve e la doppia cernita, consente a Le Macchiole di produrre vini che siano, in ogni singola annata, la migliore espressione possibile del territorio bolgherese. Le varietà simbolo sono merlot, syrah e cabernet franc: quest’ultimo è il vitigno base del progetto che è stato l’indiscusso protagonista di una vera e propria rivoluzione enologica bolgherese, il Paleo Rosso, creato nel 1989, la prima edizione di un vino bolgherese firmato Le Macchiole. La decisione di puntare tutto sul monovitigno si rivela vincente, e ha consentito all’azienda di esprimere la potenzialità del territorio bolgherese, seppure con uno stile differente e originale.
La filosofia aziendale è interpretare il territorio attraverso la purezza del mono varietale ed è da questa scelta che, nel 1994, nascono Messorio (100% Merlot) e Scrio (100% Syrah) e nel 2001 Paleo Rosso si trasforma in 100% Cabernet Franc. Ognuno è dotato di una personalità diversa, ognuno è espressione di una particolare vocazione del territorio.
Nato nel 1994, Messorio è una sfida personale con una delle varietà più diffuse nel bolgherese, sulla costa toscana e nel mondo: il merlot. L’idea è quella di trasformare i grappoli migliori in un vino di grande impatto e personalità, allontanandosi quanto più possibile dallo schema che lo vorrebbe docile e prevedibile ma facendone, al contrario, un cavallo di razza. Il nome si riallaccia al periodo della mietitura e della raccolta. L’annata 2022 è uscita sul mercato nel marzo scorso dopo 26 mesi affinamento in bottiglia. Toscana Igt, questo vino nasce da uve allevate nei vigneti Vignone e Ulivino vendemmiate a inizio settembre 2022.

Dopo la fermentazione e la macerazione in cemento per 30 giorni, Messorio è stato affinato per 16 mesi in barrique nuove, in troncoconico da 12 ettolitri e in anfora in gres; l’imbottigliamento è avvenuto il 13 agosto 2024. E’ un rosso di grazia e intensità, gioioso e facile da bere, con una bella e densa materia e una grande complessità. Un bel vino, di grande soddisfazione al palato.