Alla Casaccia di Franceschi, a Montalcino, è nato un nuovo vino: il Rosso di Montalcino Doc 2024. Di bella freschezza, apprezzabile e approcciabile, interpreta il carattere autentico di questo territorio in una chiave più dinamica e immediata senza rinunciare all’eleganza e alla profondità che contraddistinguono il sangiovese di Montalcino di cui ritroviamo il carattere ancora più intenso e complesso nei pregiati Brunello aziendali. Sono vini degustati con Flavia e Federico Franceschi, sesta generazione dell’azienda, giovani appassionati ai quali il papà Leopoldo ha dato “carta bianca”, pur affiancandoli: Flavia si occupa della parte amministrativa e sta imparando la parte produttiva, mentre Federico segue la parte commerciale e marketing.
L’azienda si sviluppa su due territori: il Podere La Casaccia a Montalcino (Si) e Le Spinaie nel comune di Cinigiano (Gr); in tutto comprende 15 ettari di vigneto e produce 15 mila bottiglie. 
Il Podere la Casaccia si trova a S. Angelo in Colle, un piccolo borgo medievale a oltre 500 metri di altitudine, coperto a nord-ovest dal Monte Amiata e a sud-ovest rivolto verso il mare: qui si alleva l’uva autoctona per eccellenza, il sangiovese. L’azienda è nata nel 2015 quando Leopoldo Franceschi, facendo tesoro dell’antica tradizione familiare di viticoltori che lo avevano preceduto, decise di dedicarsi alla produzione di vino. Il progetto ha inizio con l’acquisto e la rimessa a coltura di alcuni terreni sopra S. Angelo in Colle.
Le vigne del Podere la Casaccia hanno una posizione ottimale grazie al particolare microclima e al terreno fossile con composizione calcareo marnoso a medio impasto ricco di galestro e carbonato di calcio in cui si trovano conchiglie fossili a dimostrazione della loro origine marina. Questo tipo di terreno da mineralità, struttura e colore ai vini, caratteristiche uniche riscontrabili sia nel Brunello di Montalcino Doc base 2024, ma soprattutto nel Brunello di Montalcino Riserva Docg 2020, prodotto solo nelle migliori annate selezionando i grappoli più maturi durante la vendemmia e facendo un’ulteriore cernita in cantina.


Il vino matura in botti di rovere di Allier da 33 ettolitri per almeno 36 mesi a cui segue l’affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi. In perfetta sinergia con la conduzione biologica dei vigneti, in cantina si impiegano le tecniche più moderne per la vinificazione unite al tradizionale invecchiamento in rovere. Questi vigneti si trovano a 450 metri di altitudine in mezzo a un bosco, un po’ a macchia leopardo. Già a tre anni dall’impianto le viti sono molto vigorose: “Fino a 20 anni fa qui non si piantavano le viti -spiega Federico- e oggi l’ultimo impianto è addirittura a 580 metri. Abbiamo l’irrigazione a goccia dappertutto, ma queste altitudini e i venti costanti aiutano a trattare meno la vigna e ad avere uve sane”.
Ma l’azienda ha anche voluto confrontarsi con i vitigni internazionali per dimostrare la potenzialità del territorio. Così, tra colture diversificate come uliveti e tartufaie, i protagonisti sono i vigneti di carmenère, cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot coltivate nel podere Le Spinaie a Cinigiano, tra la Valle dell’Ombrone, il tratto terminale della Val d’Orcia e le pendici occidentali del cono vulcanico del Monte Amiata. La linea dei vini internazionali si chiama San Leopoldo e comprende tre etichette Igt: San Leopoldo Merlot (in purezza), San Leopoldo Cabernet Sauvignon e Merlot (50% il primo e 50% il secondo) e San Leopoldo Cabernet Franc (in purezza) che affinano almeno due anni. 
San Leopoldo Merlot e San Leopoldo Cabernet Sauvignon e Merlot sono sul mercato con l’annata 2023. Sono vini dalla bella struttura, intensi e complessi, risultato di una vinificazione in cisterne termocondizionate da 50 e 70 ettolitri, con utilizzo del metodo a cappello sommerso, a cui segue la fermentazione malolattica; la maturazione avviene in tonneaux e barrique di rovere francese e l’affinamento in bottiglia si prolunga per sei mesi. Del San Leopoldo Cabernet Franc è disponibile l’annata 2022; ferma restando la modalità di vinificazione, il vino matura per 12 mesi in tonneaux e barrique di rovere francese, ma l’affinamento in bottiglia si protrae per più tempo, fino a 18 mesi. E’ un grande rosso, con un bel frutto, spezia e struttura, si abbina magnificamente a un’ampia varietà di sapori. Insieme questi tre vini rappresentano il 30% della produzione aziendale.
“Per noi l’obiettivo è produrre vini di qualità elevata per arrivare a un alto livello di eccellenza -spiega Flavia Franceschi- Detto questo metteremo in commercio solo prodotti di cui siamo pienamente soddisfatti dal punto di vista qualitativo. In caso non fossimo contenti di un’annata, questa non verrà fatta uscire sul mercato”. L’azienda, alla ricerca dell’eccellenza vinicola, ha dalla sua due “ingredienti” fondamentali per la produzione di ottimi vini: l’ambiente, un’area altamente vocata e l’utilizzo di metodi biologici, e la materia prima attentamente selezionata e valorizzata in cantina.
