Pasqua Vini sponsor dell’Estate Teatrale

Al Teatro Romano di Verona

Il dialogo tra arte, vino e innovazione è insito nel Dna di Pasqua Vini che da oltre una decina d’anni scopre e valorizza nuovi talenti creativi dando vita a progetti culturali di risonanza internazionale in Italia e all’estero. Ribadendo, come ha ricordato l’Amministratore delegato Riccardo Pasqua, il forte legame tra il mondo del vino e quello dell’arte, perché i processi alla base della creazione di un vino richiamano, per molti aspetti, quelli della creazione di un’opera d’arte. E oggi, da veronese Doc, la famiglia Pasqua ha avviato una nuova collaborazione di mecenatismo culturale con il Teatro Romano di Verona rafforzando il proprio impegno a sostegno dell’arte e della cultura concentrando nuovi investimenti sulla città. L’azienda è, infatti, tra gli sponsor dell’Estate Teatrale Veronese 2026, in programma da giugno a settembre, un impegno che si aggiunge al sostegno al progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona, iniziativa che dal 2021 supporta le attività artistiche dell’Arena di cui Pasqua è parte. Inoltre, l’azienda realizza installazioni immersive e multimediali aperte gratuitamente al pubblico con la collaborazione con artisti internazionali trasformando l’esperienza del vino in un racconto condiviso che coinvolge anche gli spazi della città.

Nel 2024 e 2025 Pasqua Vini ha sostenuto per la prima volta l’arte contemporanea anche all’estero, supportando, alla Saatchi Gallery di Londra, la mostra Metamorphosis: Innovation in Eco Photography and Film, e portando l’opera Senza Tempo dell’artista Adalberto Lonardi nella celebre galleria. Dal 2018 l’azienda ha investito in progetti culturali circa 7 milioni di euro.

La sponsorizzazione dell’Estate Teatrale Veronese rappresenta quindi un nuovo passo per sostenere la creatività e valorizzare alcuni dei luoghi culturali più importanti di Verona. Alla presentazione del progetto nelle sale del Museo del Teatro Romano hanno partecipato Francesca Morandini, Conservatore delle collezioni archeologiche presso il Comune di Verona, e Marta Ugolini, assessore alla Cultura del Comune di Verona, che che ha ribadito l’importanza della manifestazione storicamente molto cara alla città e ai veronesi e ringraziato la famiglia Pasqua per il sostegno. Il concept della nuova stagione ha un titolo evocativo, (H)Earth of Glass, e vedrà l’innovazione come fil rouge di tutto il cartellone, come ha ricordato il direttore artistico della manifestazione Fabrizio Arcuri: “Il centro del Festival sarà l’indagine sulla terra come materia viva e fragile, paesaggio culturale e radice identitaria. Il Teatro Romano è un luogo carico di storia e memoria, e proprio per questo rappresenta lo spazio ideale per sperimentare nuovi linguaggi, forme di racconto e dialoghi tra discipline artistiche. Vogliamo che il festival sia un laboratorio aperto, capace di sorprendere il pubblico e di interrogare il presente, attraverso la ricerca, la creatività e il coraggio di immaginare il futuro della scena”.

Ha aggiunto il presidente Umberto Pasqua: “Tra gli obiettivi della nostra azienda non c’è solo quello di essere protagonista nel panorama vitivinicolo internazionale, ma anche di essere un attore attivo nella crescita culturale del territorio. Come per l’arte, coltivare idee, farle crescere, trasformarle in esperienze è il motore che ci spinge a sperimentare e innovare, per dare voce a nuove visioni e prospettive per il mondo del vino”.
E, infatti, sono diverse le iniziative di Pasqua Vini per il 2026: all’inizio dell’anno l’azienda ha lanciato una open call internazionale che ha raccolto circa 200 candidature di artisti da tutto il mondo per la realizzazione di una nuova installazione d’arte. L’opera accompagnerà il lancio di un nuovo progetto vinicolo della Cantina e saranno entrambi protagonisti della prossima edizione di Vinitaly -che si svolgerà a Veronafiere dal 12 al 15 aprile- firmata Pasqua.

E l’innovazione trova una delle sue espressioni più rappresentative in uno dei vini più interessanti dell’azienda, Hey French: You Could Have Made It But You Didn’t. Il progetto enologico, di cui è stata presentata in anteprima alla stampa la quinta edizione, è diventato una vera e propria bandiera della libertà creativa di Pasqua Vini che ha fatto della non convenzionalità e della rottura dei paradigmi la propria cifra stilistica. Hey French si distingue per il suo stile di vinificazione basato sul blend multivintage, una tecnica raramente utilizzata in Italia per un vino fermo. Come suggerisce anche il nome provocatorio, il vino non teme il confronto con i grandi maestri dell’assemblaggio francesi, ma, anzi, guardandoli con ammirazione, li sfida apertamente. Anche l’etichetta riflette questo spirito creativo: l’autore è Cb Hoyo, artista contemporaneo autodidatta nato a L’Avana nel 1995, noto a livello internazionale per un linguaggio artistico che unisce ironia, critica sociale e sperimentazione visiva. Lo stesso artista firma anche un’opera site specific che sarà esposta dal 1° al 15 aprile sul pannello esterno che veste il Teatro Romano di Verona. Con il suo stile diretto e un codice linguistico vicino alla Gen Z, l’opera lancia un invito al pubblico a tornare a teatro e a vivere nuovamente l’esperienza dello spettacolo dal vivo.

Barbara Amati