Al Teatro Gerolamo Valdo festeggia 100 anni

Un racconto tra memoria e visione futura

1926-2026: Valdo festeggia un secolo di storia e lo fa in quella deliziosa bomboniera che è il Teatro Gerolamo di Milano, di fine Ottocento -una Scala in miniatura- con le parole del presidente Pierluigi Bolla. L’azienda, tra le prime ambasciatrici del Prosecco nel mondo, nacque come Società Anonima Vini Italiani Superiori per poi assumere nel 1951 il nome Valdo, da Valdobbiadene, dove tuttora ha la propria sede. Una scelta lungimirante e “una delle decisioni più corrette: oggi Valdobbiadene è il luogo dove si produce l’eccellenza del Prosecco Superiore”, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che “celebrare cento anni significa guardare al passato con orgoglio, ma soprattutto al futuro con responsabilità”.

Presidente Pierluigi Bolla

Il titolo dell’evento, “Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa cultura”, ha raccontato, come un viaggio attraverso l’Italia, i riti sociali e le trasformazioni del gusto che hanno reso il Prosecco un’icona contemporanea. Un racconto a più voci -con il contributo del giornalista wine expert Giulio Somma e della chef stellata e interprete di una cucina sostenibile Chiara Pavan che hanno dialogato con Pino Strabioli, attore e conduttore televisivo- che ha intrecciato memoria collettiva, costume e visione d’impresa restituendo la dimensione culturale del Prosecco, non solo prodotto, ma gesto conviviale, linguaggio sociale e simbolo di italianità, e il ritratto di un settore in continua evoluzione e di un brand capace di interpretarne i cambiamenti.
Pierluigi Bolla si è soffermato sui momenti chiave della storia aziendale sintetizzandone l’identità: “Se dovessi rappresentare in una definizione la storia di Valdo direi ‘una vita vivace’, un claim di una campagna pubblicitaria degli anni ’90 che racconta la nostra filosofia dinamica, curiosa e sempre protesa verso l’innovazione, la qualità e lo sviluppo della tradizione nel rispetto della nostra terra. Valdo ha sempre guardato al cambiamento con ottimismo, portando, con la freschezza di un perlage unico, gioia e positiva leggerezza anche nei tanti momenti di vita quotidiana”.
Tutto iniziò nel 1883, quando Albano Bolla, proprietario di una locanda a Soave, decise di produrre vino per i propri ospiti e di portarlo nei migliori locali di Venezia e Milano. Nel 1926 nasce la Società Anonima Vini Italiani Superiori e nel 1938 Sergio Bolla ne completa l’acquisizione, trasformandola nel 1951 in Valdo e avviando un decisivo percorso di sviluppo. Da cento anni Valdo produce a Valdobbiadene prosecco e spumanti valorizzando con rispetto, competenza e spirito innovativo l’uva di una delle aree vitivinicole più vocate del Paese. Dagli anni Sessanta, con la distribuzione in tutt’Italia e l’introduzione di continui miglioramenti tecnologici, fino alla diffusione internazionale tra anni Ottanta e Novanta e alla costruzione del nuovo stabilimento a Valdobbiadene, il racconto ha restituito l’immagine di un’azienda capace di sintonizzarsi con l’evoluzione della società e delle abitudini di consumo, mantenendo saldo il legame con il territorio. E il giornalista Giulio Somma ne ha evidenziato il ruolo pionieristico ricordando come l’attitudine all’accoglienza, già presente nella locanda di famiglia, abbia orientato l’azienda verso una visione centrata sul cliente: “Un approccio che oggi definiremmo marketing oriented, guidato dalla ricerca di unicità e da una logica quasi sartoriale che ha forgiato uno stile vinicolo riconoscibile. Dalle sperimentazioni sul metodo Classico alle cuvée dedicate alla ristorazione fino alle etichette più recenti, si tratta di vini che esprimono profondità e complessità organolettica e raccontano una storia enologica significativa”.

Teatro Gerolamo

“Il Prosecco è gioia e convivialità, un vino semplice, accessibile, ma non banale, ed è molto richiesto nel mio ristorante -Venissa, a Venezia, una stella Michelin- anche dal pubblico internazionale, per il suo carattere fresco, leggero e profumato, ideale in abbinamento ad antipasti e piatti di verdure o di pesce -ha detto la chef Chiara Pavan- Lo apprezzo anche per il suo forte legame con il territorio, una terra vocata con una ricchezza di sapori unica e molto stimolante per chi fa il mio lavoro. Identità, sostenibilità e ricerca sono tre parole chiave nella cucina”.
Capire come il mercato si evolve, maggiore internazionalizzazione e diversificazione territoriale sono tra i punti di forza di Valdo che, infatti, ha avviato una nuova fase strategica che include l’acquisizione dell’azienda agricola I Magredi, nelle Grave del Friuli, con 65 ettari di vigneti: in essere ci sono nuovi progetti enologici tra vini fermi, metodo Charmat e metodo Classico. Sul fronte dei nuovi consumi, è stato recentemente presentato Valdo Purø-Alcohol Free Blanc de Blancs, proposta dealcolata che interpreta le tendenze contemporanee. A dimostrazione di un’azienda connessa con il consumatore e con lo sguardo rivolto al futuro.