Allo Chalet al Foss di Vermiglio (Tn) non si arriva per caso e non si soggiorna nelle sue 38 stanze e suite per immergersi nella natura circostante dedicandosi alle avventure outdoor. La strada per raggiungere questo “mountain dream hotel” della Val di Sole, a dieci chilometri dal Passo del Tonale, è lunga e lontana da centri urbani, stazioni e aeroporti. Eppure, gli ospiti guidano per ore per arrivare ai 1.450 metri di altitudine dello Chalet. Dopo una ristrutturazione da 16 milioni di euro, allo Chalet al Foss ogni aspetto della vacanza, dalle degustazioni, ai trattamenti di ispirazione asiatica della Mountain Head Spa fino a H2O, Music Spa che, con il dj set affacciato sulla piscina a sfioro, rompe il religioso silenzio tipico delle spa in quota. 
Qui gli ospiti vogliono vivere in prima persona le esperienze relative ai distintivi percorsi enogastronomici e di benessere e ai tanti servizi tailor made come shooting fotografici professionali con scenografici abiti da sera, masterclass in cucina, noleggi di Aston Martin e tour panoramici in elicottero. Per questo Alberto Pangrazzi e la moglie Carlotta Menon, che dal 2019 hanno preso le redini della struttura, definiscono lo Chalet al Foss un hotel destinazione riservato a adulti alto spendenti.
Il progetto nasce con il passaggio generazionale. La coppia, infatti, decide di scommettere su una nuova forma di ospitalità montana di lusso a cinque stelle fondata sulle esperienze personalizzate e avvia la trasformazione della preesistente struttura, un hotel di tre stelle rivolto a un pubblico famigliare costruito negli Anni ’60 dai Pangrazzi di fronte al ghiacciaio della Presanella “L’idea di partenza è stata quella di allestire l’hotel come un set cinematografico instagrammabile, dove tutto è pensato per la migliore ripresa fotografica delle emozioni vissute dagli ospiti”, racconta la coppia. E non è ancora finita”. In futuro si parla infatti della predisposizione di un maso nel bosco rivolto a un pubblico famigliare e, nel medio termine, della costruzione di cinque ville nella vallata antistante allo Chalet, di una staff house e di tre piani di parcheggio sotterraneo.

Al di là della imponente ristrutturazione che ha coinvolto, in ultimo, anche spa e ristorante, a fare la differenza, come spiega la coppia, “è stata soprattutto la creazione di proposte esclusive in grado di attrarre una nuova fascia di pubblico come l’offerta dedicata alle colazioni e alle cene, i brindisi sotto le stelle nella piscina a sfioro o nelle hot tube e l’aperitivo nel bosco al Foss Wonderland”.
Cuore delle esperienze dell’hotel è infatti il momento della colazione che, oltre alla proposta in sala con un menu esclusivamente alla carta, si può scegliere di consumare in giardino con gli alpaca, nelle hot tube sulle terrazze, nell’infinity pool con vista sulla Presanella, nella Treehouse, un minuscolo rifugio costruito sugli alberi dove le bevande e le vivande calde arrivano alla finestra a bordo di una piccola funivia, e in inverno, su un letto riscaldato immerso nella neve. L’effetto meraviglia è assicurato anche nel corso della giornata con le cene riservate nei piccoli masi, o preparate da chef dedicati in una cabinovia privata e su una tavola imbandita nel bosco e, dopocena, con i cocktail su misura creati dal barman Diego Marins. iore all’occhiello dello Chalet al Foss è l’ampio ventaglio di proposte enogastronomiche tra cui scegliere: la ristorazione veloce del Bistrot, le ricette tradizionali più territoriali del ristorante Il Tipico, le pizze gourmet, il meglio della cucina italiana a La Dolce Vita e, infine, la chef table, sei posti attorno a uno spettacolare tavolo che ricrea l’effetto di una lingua di lava e da cui assistere alla preparazione in cucina di piatti stagionali, lasciandosi conquistare dal sapiente gioco personalizzato di sapori e profumi.

A dirigere le danze è il maître Salvatore Maggiore che afferma: “L’obiettivo per la chef table è quello di abbattere le mura con la cucina e intrattenere i commensali con degustazioni fuori dall’ordinario. Discorso diverso è per La Dolce Vita dove abbiamo voluto creare un servizio dedicato dal gusto un po’ rétro riportando in sala e al tavolo i carrelli”. Si inizia, infatti, con il carrello dello Champagne selezionato dal sommelier Federico Ambrosi, si prosegue con quello dell’olio abbinato al cestino del pane dello chef panificatore Sandro Panizza, e si va avanti con il carrello della tartare preparata secondo le predilezioni del cliente, per finire con quelli dedicati al cannolo siciliano e al tiramisù.
Cinzia Meoni
