Quarantatré anni di silenzio non sono bastati a cancellare l’odore di caffè tostato dalle pareti. Ed è così, ancora con quel ricordo olfattivo di chicchi macinati impregnato negli spazi di lavoro, che a Cividale del Friuli (…) ha riaperto la vecchia Drogheria Scubla 1921. Dietro il progetto di recupero di questo storico negozio, c’è Enrico Coser, vignaiolo che con la sua famiglia è alla guida della cantina Ronco dei Tassi di Cormòns.
La bottega ha una lunga genealogia: nacque nel 1880 come Torrefazione Moschioni e nel 1921 assunse il nome di Drogheria Scubla, diventando per decenni un punto di riferimento per Cividale. Quando chiuse, gli ambienti conservarono intatto il loro carattere originario: la bottega, il retrobottega e una cantina sotterranea di grande suggestione, tanto da essere stata inserita, in passato, tra le tappe delle Giornate Fai. L’estetica resta quella di una drogheria d’antan, legni e barattoli compresi, ma il catalogo smentisce subito l’impressione vintage: 130 spezie tra sali, pepi, peperoncini e miscele, quaranta tè selezionati, e un caffè che chiude il cerchio con la storia del luogo: le miscele di Brasile, Colombia ed Etiopia create su misura dalla Torrefazione Goriziana, macinate dalla vecchia macinacaffè color rubino, tornata operativa dopo anni di silenzio. Nessuna operazione nostalgia in stile drogheria-museo, dunque: dentro c’è una selezione pensata per il presente, fatta di artigianalità, piccoli produttori, dove Friuli e mondo si mescolano senza gerarchie.
A dare ordine e identità agli scaffali è Federica Comentale, sommelier con un percorso nell’alta ristorazione, maturato in locali come Hiša Franko, Alchemist e La Subida. Oggi Federica porta quella stessa attenzione nella scelta e nel racconto dei prodotti: dal pepe al tè, ne spiega origini, caratteristiche e possibili utilizzi. È lei il tramite tra la bottega e chi la visita, con la cura e la precisione che un tempo dedicava alla costruzione degli abbinamenti e delle liste dei vini. E come da ogni pizzicagnolo che si rispetti, qui si trova tutto: conserve, sottoli, sardine portoghesi, giardiniere lavorate dal fresco, oli, aceti, mieli, composte, cioccolato. Il banco del fresco è pensato per rinnovarsi con le stagioni e affianca salumi e formaggi del territorio alle affinature firmate La Casera di Eros Buratti, tra i nomi di riferimento in Italia per questo mestiere. A completare il quadro, una carta di vini friulani, italiani e internazionali.
Accanto ai prodotti più ricercati convivono proposte artigianali dai prezzi accessibili. L’idea, infatti, non è quella di riservare l’eccellenza a pochi, ma di restituire alla città un negozio in cui tornare anche per la spesa di tutti i giorni. Ed è forse questo l’aspetto più interessante del progetto. In un centro storico dove i negozi di prossimità sono progressivamente scomparsi, Scubla 1921 riporta in vita un modo di fare commercio quasi dimenticato: quello in cui il prodotto non si limita a stare sullo scaffale, ma viene presentato, spiegato e valorizzato. Una dispensa contemporanea che tiene insieme la memoria di Cividale e la curiosità per tutto ciò che, nel mondo, merita ancora di essere scoperto e assaggiato.
Germana Cabrelle
