Il cioccolato secondo Da Vittorio

Presentata la nuova collezione tra continuità e visione

Per Chicco Cerea quella per il cioccolato e la pasticcera è una passione nata quand’era adolescente “perché sono goloso” e sviluppata nell’attenzione estrema alla materia prima e alle tecniche. L’iniziale curiosità per il mondo della pasticceria si è trasformata negli anni in una vera vocazione che lo ha portato a Parigi, da Jacques Cagnà, dove ha incontrato la grande scuola pasticcera francese con una concezione del dessert profondamente diversa da quella che, all’epoca, prevaleva in Italia: il dolce come parte essenziale del percorso gastronomico. Successivamente, al Moulin de Mougins di Cannes, Chicco rafforza questa convinzione e, quando torna a Bergamo, porta con sé una nuova sensibilità e la volontà di trasferirla nel mondo di Da Vittorio: nasce così l’idea del grande buffet centrale dei dolci, destinato a diventare negli anni uno dei segni distintivi dell’esperienza firmata dalla famiglia Cerea.

Ma per Chicco Cerea è il cioccolato l’essenza della pasticceria, “il re, perché è goloso, sensuale e crea gioia”. Così, negli anni approfondisce le proprie competenze con importanti esperienze, dalla frequentazione della Richemont Fachschule di Lucerna, storica scuola svizzera di cioccolateria, dove affina le tecniche fondamentali ed entra in un universo fatto di precisione, conoscenza e sensibilità gustativa. Poi, a Le Cirque di Sirio Maccioni a New York, si confronta con un professionista del calibro di Daniel Boulud, completando un percorso che gli permette di raggiungere una comprensione sempre più profonda del mondo del cioccolato.
Tornato in Italia, continua a perfezionare la sua idea basata su conoscere la materia, rispettarla e trasformarla in gusti e forme accattivanti, senza snaturarla; un progetto al quale Chicco desidera dare sempre nuova consistenza. E lo fa alleandosi a un talento del mondo del cioccolato: Davide Comaschi, Campione Italiano di Cioccolato under 26 nel 2006, medaglia d’argento alla Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione nel 2011, Campione italiano di Cioccolateria nel 2013 per poi diventare, a soli 33 anni, il primo e unico italiano Campione del mondo al World Chocolate Masters di Parigi. Oggi è membro del comitato scientifico di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, ed è membro di Relais Desserts, il circuito dei migliori pasticceri al mondo.
Chicco Cerea e Davide Comaschi sono uniti dalla stessa passione e dalla stessa idea di ricerca e innovazione per il cioccolato, così, nel 2022, Cerea avvia insieme a Davide Comaschi un percorso di studio volto a rendere il cioccolato by Da Vittorio un capolavoro di architettura del gusto e della forma, attraverso un progetto culturale prima che gastronomico, che inviti i consumatori a comprendere la qualità autentica del prodotto. Un percorso che oggi si amplia a una nuova collezione che, insieme, hanno raccontato al Da Vittorio Selection, in Corso Matteotti a Milano.

La collezione vuole raccontare una precisa idea di cioccolato: territoriale nell’origine, rigorosa nella selezione, contemporanea nella forma e, soprattutto, viva nel gusto e nella sua freschezza.
La famiglia Cerea investe nella selezione dei migliori cru di cacao del mondo, lavorando con i produttori locali e individuando le varietà capaci di esprimere la migliore genetica e il profilo aromatico più interessante. Un lavoro che coinvolge l’intero processo: qualità del cacao, ricettazione e freschezza del prodotto sono i tre elementi sui quali si costruisce la nuova proposta. Il cioccolato, lavorato artigianalmente dal team di cioccolateria di Da Vittorio, assume lo status di prodotto di alta pasticceria, concepito per un consumo a breve termine esaltando il gusto e l’originalità delle creazioni.
La nuova collezione -che vuole essere un nuovo capitolo di un percorso iniziato sessant’anni fa e un passo ulteriore verso il futuro- comprende la selezione di tavolette fondenti che esplorano origini e percentuali differenti: Perù 90%, Ecuador 80%, Nicaragua 70% e Madagascar 70%, ciascuna con una propria identità aromatica. A queste si aggiunge il cioccolato bianco Piura, frutto di una varietà studiata da Chicco Cerea e Davide Comaschi durante il loro viaggio in Perù nel 2024: un cacao dalla personalità distintiva, capace di offrire anche al cioccolato bianco una spiccata dimensione gustativa e di territorio.
Poi, ecco le nuove Pepite, dal morso avvolgente e dal cuore sorprendente. Accanto alle diverse interpretazioni al liquore (le dragées al cioccolato fondente con ganache al rum, alla sambuca, al Chartreuse, al Barolo Chinato; quelle al cioccolato al latte con gin, vermut, caffè, whisky) trovano spazio le varianti alla nocciola e alla noce pecan (entrambe con caramello salato) e una al mais: quest’ultima, in particolare, esplora le potenzialità di un ingrediente della tradizione offrendone un’interpretazione giocosa e inaspettata.
Ci sono poi le tavolette farcite, concepite come uno snack sfizioso e contemporaneo, racchiuso in un’elegante confezione da tre pezzi: un formato pensato per invitare all’assaggio e alla scoperta. Infine, le scorze ricoperte di cioccolato, realizzate attraverso uno stampo dedicato, dove la semplicità dell’ingrediente incontra la precisione della lavorazione: il fondente accompagna il sapore intensa dell’arancia, mentre il cioccolato al latte accarezza la freschezza del limone e il temperamento speziato dello zenzero. E che dire dei packaging? Eleganti e a chiusura ermetica, spesso con la calamita, per mantenere intatta la freschezza del “re della pasticceria”.

Barbara Amati