A Posillipo il racconto gastronomico di Nomadi

Otto elementi, una sola visione per un format contemporaneo

Più che un catering, Nomadi si conferma un format gastronomico contemporaneo, che supera la logica della firma individuale per lasciare spazio a una regia condivisa. L’idea è quella di un’esperienza corale, dove ogni professionista porta il proprio linguaggio, ma tutti concorrono a definire un menu armonico, pensato per dialogare con il contesto e con il ritmo della serata. Nomadi torna, dunque, a Napol, sul mare di Posillipo, e trasforma una serata privata in un racconto di cucina corale, paesaggio e identità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cuore dell’evento è stato Otto elementi, un itinerario di assaggi che ha raccontato il mare, la brace, la tradizione e la ricerca. Simone Testa di Punto Nave ha interpretato la cucina di mare; Pasquale Maravita de La Baita Braceria ha portato in tavola le carni pregiate e il lavoro del fuoco; Salvatore Piccirillo de La Masardona ha aggiunto il linguaggio immediato e identitario della pizza fritta. A completare il percorso, Sensei di J-Sushi con la sua proposta fusion e sushi experience, Giampiero Borrelli, chef resident di Alba, con i primi d’autore, e Raffaele Ferrerio di U Mammamì Ristorante, custode delle eccellenze della tradizione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il finale ha affidato la chiusura a Savino Aprea per la pasticceria e a Tanya Gentile per la mixology e i special drinks, con in abbinamento Franciacorta Enrico Gatti Brut e Chardonnay Masseria Frattasi. A coordinare l’intero evento è stato Salvatore Pasquetti, Event & Project Manager, in una serata che conferma la vocazione di Nomadi: trasformare la cucina in esperienza e l’esperienza in racconto.