Al Ganis Resort di Nova Ponente (Bolzano) la montagna non arriva soltanto nel piatto. Entra dalla finestra, si riflette nelle vetrate, cambia colore durante la giornata e finisce per dettare il ritmo anche a tavola. Siamo in Alto Adige, precisamente in Val d’Ega, dove una ristrutturazione conclusa nell’estate 2026 ha dato un volto nuovo a una struttura ricettiva di 52 camere senza rinnegare quello che c’era prima.
Il progetto, firmato da Tara Architects di Merano insieme allo studio achammer+breitenberger, ha ampliato gli ambienti e li ha aperti ancora di più sul paesaggio: da una parte il bosco, dall’altra il Catinaccio e, a pochi minuti, le piste da sci di Obereggen. Del resto, il Ganis Resort non ha bisogno di elementi distintivi particolari per dichiarare la propria identità alpina. Preferisce farlo attraverso il legno, la pietra, la luce e una certa idea di comfort contemporaneo.

Il materiale che più di ogni altro racconta questa trasformazione recente è il legno. La parte storica dell’edificio conserva lavorazioni, intagli e dettagli legati alla tradizione sudtirolese; negli ambienti nuovi, invece, è più asciutto, uniforme e quasi grafico.
Il risultato
non è un contrasto tra passato e presente, bensì una riuscita convivenza tra antico e moderno. La vecchia casa non è stata trasformata in un pezzo da museo e la nuova architettura non l’ha sovrastata. Si può dire che è cambiato il linguaggio, ma non la materia. Questa scelta precisa degli interior design che hanno curato le operazioni di restyling si ritrova soprattutto nell’utilizzo delle tonalità naturali e nelle grandi aperture verso l’esterno. Il paesaggio non è un solo una visione da fondale decorativo ma qualcosa che entra in dialogo con gli spazi fuori e continua dentro gli ambienti.
Al Ganis Resort si può passare con naturalezza dalla piscina a sfioro alla sauna, dal bagno turco a un trattamento, dalla palestra a una tavola apparecchiata. I tre ristoranti del resort interpretano momenti e gusti differenti, seguendo il ritmo delle stagioni e alternando proposte di cucina più legate alla tradizione ad altre di ispirazione mediterranea. Nel menu c’è
la pasta fatta in casa, ci sono i sapori del territorio e ci sono piatti pensati per chi, dopo una giornata all’aperto, cerca qualcosa di appagante, ma non necessariamente elaborato. C’è, inoltre, il beer garden, che cambia completamente registro, con birre del territorio, canederli, tavoli all’aperto e montagne davanti. Una formula semplice e al contempo spettacolare, come lo scenario che cambia con le stagioni. In inverno il paesaggio diventa bianco per la neve, mentre in estate il verde arriva fin quasi alle finestre e in autunno il bosco si accende dei colori del foliage.
Il Ganis Resort è pure pet friendly e anche questo racconta una modalità precisa di intendere la montagna: meno costruita, più libera e vicina alla quotidianità delle persone. Qui design e tradizione, wellness e sport, cucina e paesaggio convivono tutti nello stesso soggiorno, senza che nessuno prenda il sopravvento. Perché la montagna non è un tema da esibire: è semplicemente l’ingrediente principale da assaporare.
Germana Cabrelle
