N°163 Dicembre

PER I PROFESSIONISTI E GLI APPASSIONATI Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (Conv. Legge 27/02/2004 N. 46) Art.1 – comma 1, LO/MI Mensile • Anno XX • N°163 Dicembre 2025 4 Rue des Crayères intreccia natura, arte e Champagne MAISON RUINART OSPITALITÀ Nani Mocenigo Palace la cucina bistellata di Gennaro Esposito SPECIALE Champagne un’esperienza da ricordare

3 Food&Beverage |dicembre 2025 EDITORIALE Barbara Amati amati@foodandbev.it i Con o senza alcol? N on leggiamo nella sfera di cristallo, e neanche nelle bottiglie vuote di vetro a noi più DɝQL PD FRQ XQD IDFLOH SUHYLVLRQH SRVVLDPR GLUH FKH OH SURVVLPH IHVWH YHGUDQQR ancora spumanti, Champagne e Prosecco protagonisti sulle tavole. E, fortunatamente, lo saranno ancora a lungo. Perché, nonostante tutti i discorsi sull’attenzione alla salute, sui problemi del vino, sulla leggerezza richiesta dai consumatori e sul gran clamore che c’è stato intorno al vino dealcolato, sembra che questa tipologia abbia qualche problema a imporsi e che forse il cammino disegnato non sia poi così facile. Lo ribadiamo, ben vengano i prodotti senz’alcol se permettono di allargare il mercato e favorire l’innovazione, ma il vino, quello vero, ha ancora un ruolo predominante e imporsi su un mercato consolidato, oppure crearne uno nuovo, non è mai un cammino semplice. Dopo l’ok del ministero delle Politiche agricole del dicembre 2024, arrivato comunque in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, questo tipo di produzione è perfettamente legale. Solo che i problemi di tipo giuridico sono stati soppiantati da quelli tecnici, perché produrUH TXHVWL YLQL ª XQD VȴGD PROWR GLɝFLOH FKH ULFRUGD SHUFK« DQFKH LQ TXHVWR FDVR VL WUDWWD di aprire la strada a un percorso di qualità che il vino italiano ha impiegato anni a percorrere. Non vogliamo fare paragoni, ma nelle pagine di questo numero di Food&Beverage si può leggere del cammino intrapreso dal Chianti Classico, iniziato nel 1987 per arrivare a delineare oggi una qualità superiore che ripaga in termini di valore e immagine. Ma quanto lavoro! E, soprattutto, quanta lungimiranza per comprendere che c’era una strada da seguire ed era quella che cominciava nel vigneto per arrivare, negli anni, in bottiglia. E quante volte abbiamo ricordato come anche nella Champagne ci sia un continuo lavoro da parte delle Maison per fare fronte ai tanti problemi generati dal cambiamento climatico. Ci si rimette in gioco, si riparte dall’inizio -dal vigneto- e si ragiona nel concreto sulle strategie da adottare e sui cambiamenti da mettere in campo, nel vero senso della parola. 1XRYH VȴGH GD D΍URQWDUH QXRYH VROX]LRQL GD WURYDUH FRQ L WHPSL GHOOD YLJQD 'LɝFLOH SHQVDUH FKH XQ SURGRWWR QXRYR PD FRPSOHVVR FRPH LO YLQR GHDOFRODWR DUULYL subito pronto sul mercato. I dati presentati in occasione del Beverage forum Europe dicono che i consumatori più giovani si stanno gradualmente allontanando dall’alcol. Il 71%, infatti, ne consuma meno e un quarto di quelli nella fascia di età fra i 25 e i 35 anni ha smesso del tutto di bere alcolici. Un mercato esiste, quindi, ed è giusto andare a cercarlo, ma, come ricordano gli esperti, produrre vini senz’alcol è ancora un processo costoso e non tutti i SURGXWWRUL YRJOLRQR R SRVVRQR H΍HWWXDUH LQYHVWLPHQWL SHU XQ VHWWRUH FKH ULPDQH DQFRUD molto di nicchia. Per investire su un mercato che ancora non esiste ci vogliono spalle larghe. E poi con che prezzi? Con quale marginalità? Oggi non si trovano con facilità, nelle enoteche, nei ristoranti e nella Grande distribuzione e, soprattutto, per quanto riguarda l’horeca non sembra che ci sia un grande desiderio da parte di ristoratori e sommelier di proporli ai clienti. Proviamo per un istante a metterci nei panni di un sommelier che ha studiato anni per conoscere il mondo del vino, le sue WLSRORJLH OH GL΍HUHQ]H IUD L YLWLJQL H SRL OȇLPSHJQR SHU ULFRQRVFHUH VHQWRUL DURPL JXVWL LQ XQ FDOLFH &KH YRJOLD SX´ DYHUH GL FRQVLJOLDUH XQD EHOOD HWLFKHWWD VHQ]ȇDOFRO FKH YDQLȴFD JOL VWXGL di una vita? A qualcuno non farà piacere, ma a noi sembra molto comprensibile. Il cammino appare ancora lungo. Nell’attesa, noi stapperemo, in occasione delle feste H QRQ VROR JUDQGL ERWWLJOLH SHUFK« LO SLDFHUH GL XQ EXRQ YLQR FRQ XQȇH΍HUYHVFHQ]D YLYDFH nel bicchiere ci dà gioia, come un grande rosso, concentrato e con i sentori dell’uva da cui proviene, ci mette di buon umore. Ben vengano i prodotti senz’alcol se permettono di allargare il mercato e favorire l’innovazione, ma il vino, quello vero, ha ancora un ruolo predominante e si continuerà a brindare con un grande spumante, un pregiato Champagne o un ottimo Prosecco

4 Food&Beverage |dicembre 2025 SOMMARIO 3 EDITORIALE Con o senza alcol? Barbara Amati 11 TRENTODOC Moncalisse, spumanti identitari Barbara Amati 14 AZIENDE A Montalcino nasce Aminta Barbara Amati 17 MONTEPULCIANO Due Nobili fuoriclasse per Talosa Barbara Amati 25 SALE DA TÈ Momenteeria, il benessere e gusto Barbara Amati 27 CALENDARI Le ricette dell’Almanacco Barbanera Rossella Cerulli 30 MERCATI Olio d’oliva alla sfida dei dazi Usa Bibi Monti 38 MAISON RUINART Arte e natura al 4 Rue des Crayères Barbara Amati Direttore Responsabile Barbara Amati - amati@foodandbev.it Redazione redazione@foodandbev.it Collaboratori di Redazione Federica Belvedere Luigi Ferro, Bibi Monti Collaboratori Andrea Ballestra, Donatella Bernabò Silorata, Elena Bianco, Federica Belvedere, Germana Cabrelle, Manuela Caspani, Irene Catarella, Rossella Cerulli, Marco Gemelli, Giulia Marcucci, Cinzia Meoni, Gianni Mercatali, Giovanna Moldenhauer, Bibi Monti, Carla Pacelli, Clementina Palese, Gio Pirovano, Massimiliano Rella, Loretta Simonato, Francesco Torlaschi, Micaela Zucconi Foto Agenzia Live-Style, Eliuas Alfageme, Vincenzo Alvaro, Antinori, Mattia Aquila, Marco Baldassarre, Alessandro Barattelli, Simone Barberis, Gabriele Basilico, Benedetta Bassanelli, Markus Bassler, Ernesto Benavides, Wonge Bergmann, Alberto Blasetti, Paolo Biava, Charlène Boirie, Federico Bontempi, Roberto Bosi, Nicolò Brunelli, Redondo Bueno, Stefano Caffarri, Vincenzo Campisi, Alessia Capasso, Marco Cellai, Maïa Chäjpg S. Chapuis, Leif Carlsson, Marco Curatolo, Harold de Puymorin, Stefano D’Elia, Martino Dini, Andrea Di Lorenzo, Giada Diotto, Riccardo Deconti, DiStefano, Mattia Di Tella, Foto Ennevi, Alex Filz, Fabio Florio, Roberto Frankenberg, Stefania Gambella, Gabriella Gargioni, Luis Gamero, Carolina Gheri, Simona Giardullo, Alessandra Farinelli, KlrFoto, Alice Jacquemin, LaCookAgency, Vittorio La Fata, Kathrin Larcher, X. Lavictoire, Matteo Lippera, Luca Maraglia, Olivier Martinot, Federico Masini, Sara Matthews, Alessandro Moggi, Maria Greco Naccarato, Karina Mendoza, Nicolaneri, Mikael Olsson, Paolo Pansini, Marco Parisi, Roberto Pedi, Mattia Pellizzari, Serena Pepe, Andrea Pesce, Lorenzo Piermattei, Sandra Pilacchi, Beatrice Pilotto, Francesco Piras, Thomas Raffaoux, Max Rella, F. Requin, Helmuth Rier, L. Rodriguez, Romanogmt, Emanuele Rossi, Jacopo Salvi, Paolo Sbalzer, Loris Scalzo, Stefano Scatà, Leslie Searles Valentina Sommariva, Matteo Steinbach, Benedetto Tarantino, Stefano Triulzi, Edoardo Vaccaroli, Paolo Valentini, Lido Vannucchi, Francesco Vaona, Marco Varoli, Jacopo Ventura, Veuve Clicquot, Carlotta Vigo,Giulia Zamboni, Gabriele Zanon, Francesco Zoppi Pubblicità e amministrazione segreteria@foodandbev.it Grafica, impaginazione e stampa Gierre Print Service Srl via Carlo Goldoni 1 - 20129 Milano Editore F&B Editoriale Srl - P.I. 05605300960 Registrazione Roc n°15455 del 04/07/2007 Reg. al Trib. di Milano n. 720 del 27/9/2005 Lunedi 1° dicembre 2025 Abbonamento Italia 6 numeri € 24 44 TIROLO Al Mocking le memorie dell’infanzia Cinzia Meoni 46 CONSORZI Chianti Classico 2000 ridisegna il vino Barbara Amati 48 RISTORANTI Napoli celebra la Ruri Experience Donatella Bernabò Silorata 50 FRIULI A Udine il pesce si trova al Vitello d’Oro Germana Cabrelle 52 RAPPORTI Bene i ristoranti, ma i bar soffrono Francesco Torlaschi 54 ALTO ADIGE A Yera la cucina della foresta Donatella Bernabò Silorata 56 SPECIALE Preziosi Champagne in tavola Carla Pacelli 66 RISTORANTI Baccalà norvegese all’ombra del Vesuvio Rossella Cerulli

5 Food&Beverage |dicembre 2025 68SICILIA Il pistacchio Dop di Raffadali Rossella Cerulli 70RISTORANTI Ambar, rinascimento fusion a Firenze Giulia Marcucci 72MERCATI I giovani e le proteine alternative Francesco Torlaschi 74CALABRIA Kamastra e la cucina arbëreshë Massimiliano Rella 76CONTAMINAZIONI Elementi, pairing tra cocktail & pizza Federica Belvedere 78ITINERARI In Stiria il turismo non è overturism Massimiliano Rella 82GENOVA Capitolo Riviera, lusso nel Golfo Germana Cabrelle 84SFIZIOFOOD La pasta, dalla lunga cottura al dente Elena Bianco 90LOCALI Spirito. The right one anima Brindisi Manuela Caspani 90QUARTIERI ALTI Lo chef Esposito in laguna a La Bauta Germana Cabrelle Direttore Responsabile Barbara Amati Uffici di redazione via Carlo Goldoni 1 20129 Milano c/o Gierre Print Service +39 327 299 9556 FOOD&BEVERAGE ONLINE www.foodandbev.it Seguiteci su Food&Beverage vi augura BUONE FESTE 163 DICEMBRE 2025 ANNO XX PER I PROFESSIONISTI E GLI APPASSIONATI Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (Conv. Legge 27/02/2004 N. 46) Art.1 – comma 1, LO/MI Mensile • Anno XX • N°163 Dicembre 2025 4 Rue des Crayères intreccia natura, arte e Champagne MAISON RUINART OSPITALITÀ Nani Mocenigo Palace la cucina bistellata di Gennaro Esposito SPECIALE Champagne un’esperienza da ricordare 01-53_FeB_163.indd 1 01/12/25 14:47 ATTUALITÀ 8 Uomini e Vigne 18 Novità da stappare 20 Food valley 32 Lodge & Spa 34 Business News 94 Cultura e Gusto 98 Verità nascoste RUBRICHE 6 Chez… chef 36 Mondo in pentola 88 Spiritbarman 96 Buona lettura

6 Food&Beverage |dicembre 2025 … Chef Vincenzo Manicone Ristorante Tancredi Sirmione (Bs) A casa tua chi cucina? Cucino io per gli ospiti o in occasioni speciali Il tuo piatto preferito? Tutti quelli che mi hanno fatto emozionare La ricetta che ami di più cucinare? Amo molto preparare la pasta ripiena Una cenetta in pace: cosa ti prepari? Preferisco fare qualche esperienza che mi rilassi La ricetta per conquistare è... Il mio Spaghettone aglio, olio e peperoncino La tua cucina in una parola... Neoclassica Il piatto che ti ha sorpreso di più? Un agnello cotto in una buca sotterranea in Marocco Qual è il ristorante dove ti rifugi quando non vuoi cucinare? Alla braceria La Vecchia Griglia a Sirmione Da quale collega vorresti andare a cena? Dai fratelli Capitaneo al ristorante Verso, a Milano Per quale collega ti emozionerebbe cucinare? Per lo chef Cannavacciuolo, mio mentore Con chi faresti uno scambio di ristoranti? Con nessuno, ma Villa Crespi è incantevole Per quale personaggio reale o di fantasia ti piacerebbe cucinare? Per i miei nonni, che non ci sono più che mi hanno trasmesso l’amore per la buona cucina Se non avessi fatto il cuoco... Me lo sono chiesto molte volte ma non lo so Hai un budget illimitato: un ristorante a... Non è il dove, ma il come lo fai che fa la differenza Il guanto della sfida a chi lo lanceresti? Lo continuerei a lanciare verso me stesso … Chef Gianni Dezio Zunica 1880 Sant’Omero (Te) A casa tua chi cucina? Non io, di solito mia moglie Il tuo piatto preferito? Ho un debole per i formaggi La ricetta che ami di più cucinare? I primi piatti, in particolare il timballo di pasta Una cenetta in pace: cosa ti prepari? Salumi e conserve: mi concentro sulla materia prima La ricetta per conquistare è... Un risotto al tartufo La tua cucina in una parola... Divertente Il piatto che ti ha sorpreso di più? Pinoli e caviale da Bagá di Pedro Sánchez, a Jean, in Spagna Qual è il ristorante dove ti rifugi quando non vuoi cucinare? La Pizzeria Vecchio Frantoio ad Atri Da quale collega vorresti andare a cena? Da Matteo Baronetto o Dino Como Per quale collega ti emozionerebbe cucinare? Per Niko Romito Con chi faresti uno scambio di ristoranti? Con Davide Guidara Per quale personaggio reale o di fantasia ti piacerebbe cucinare? Per un re dell’ ‘800, viaggiando indietro nel tempo Se non avessi fatto il cuoco… Avrei fatto il grafico o il fotografo Hai un budget illimitato: un ristorante a... Su un’isola dei Caraibi, vicino al Venezuela Il guanto della sfida a chi lo lanceresti? A Davide Di Fabio di Dalla Gioconda Ci stupiscono, ci emozionano, ci fanno scoprire sapori nuovi e inaspettati, dando vita ad abbinamenti creativi o perfezionando piatti della tradizione; ma gli chef cosa mangiano? Che segreti nascondono? Quindici domande per scoprire i “vizi privati” dei grandi cuochi a cura di Carla Pacelli CHEZ…

8 Food&Beverage |dicembre 2025 UOMINI&VIGNE SERENA WINES 1881 Brut Grande Réserve di Champagne De Vilmont Champagne De Vilmont è uno dei brand di punta e di maggior prestigio di Serena Wines 1881. Il progetto nasce nel 2007, quando per volontà dello zio di Luca Serena, Gerardo Serena, grande estimatore dello Champagne, la famiglia decide di investire nell’Aoc Rilly la Montagne, un’area collinare a poca distanza da Reims, e ampliare così il portfolio aziendale con un marchio dedicato alle pregiate bollicine francesi. Fiore all’occhiello è il Brut Grande Réserve Premier Cru, prodotto con il 50% di Chardonnay, il 25% di Pinot Noir e il 25% di Meunier che donano un’elegante complessità. I profumi, la freschezza, la verticalità e la buona struttura si svelano dopo un periodo minimo di 36 mesi di maturazione sui lieviti. Limpido e cristallino, dal colore dorato con riflessi ramati, ha un perlage fine e vivace e un bouquet armonico e complesso. Fine e delicato, rivela all’olfatto fragranze di violetta ed aromi di frutti di bosco. Ben strutturato, nel giusto intreccio tra acidità e morbidezza, lascia al palato una sensazione finale rotonda, equilibrata e fine. SPUMANTI Aquila Reale Riserva 2015 la nobiltà del Trentodoc Aquila Reale Riserva 2015, Trentodoc d’eccellenza firmato Cesarini Sforza, è stato presentato all’Orizzonti Restaurant, nel magico roof top dell’ Uptown Palace affacciato sui tetti e sulla imponente Torre Velasca, a Milano, da Andrea Buccella, responsabile produzione della Casa spumantistica trentina. Uno Chardonnay in purezza dalla struttura virtuosa e complessa, emblema di longevità e sintesi perfetta tra potenza e finezza. Le uve provengono dal Maso Sette Fontane, cru vocato alle porte della Valle di Cembra, a 500 metri di altitudine su suoli di origine dolomitica ricchi di scheletro, leggermente calcarei, franco-sabbiosi e ben drenati. Qui, tra i profumi delle Dolomiti di Brenta e le brezze dell’Ora del Garda, lo Chardonnay sviluppa caratteristiche rare, con un equilibrio che si traduce in eleganza innata e personalità decisa. “Aquila Reale Riserva è prodotta esclusivamente nelle vendemmie in cui le uve esprimono condizioni di sanità e maturazione impeccabili, secondo una filosofia produttiva che privilegia la selezione più rigorosa -ha spiegato Andrea Buccella- Il 2015 è stato un anno generoso e mediamente caldo ed asciutto. Il particolare andamento stagionale, senza eventi meteorologici rilevanti, ha determinato un leggero anticipo della raccolta e le uve perfettamente sane hanno permesso di ottenere mosti con un buon equilibrio ideali per una base spumante di grande finezza”. Aquila Reale Riserva 2015 è il frutto di una vinificazione attenta e rispettosa: le uve sono state raccolte manualmente nell’ultima decade di agosto. Solo il 50% del mosto viene selezionato per la Riserva. Dopo la fermentazione in bottiglia il vino riposa per oltre 90 mesi. Il risultato è un metodo Classico di grande freschezza e profondità, dal colore giallo paglierino con riflessi dorati che riflette la tenuta nel tempo dell’annata. Al naso si apre con note di frutta candita, piccola pasticceria e un finale lievemente agrumato. Il perlage è fine e aristocratico, mentre al palato questa riserva si presenta vivace, persistente e sostenuta da una piacevole freschezza. L’ottima struttura e persistenza, supportate da una piacevole acidità, gli conferiscono una spiccata personalità. La potenza s’intreccia a finezza ed eleganza. Una grande annata tradotta in un eccellente spumante. DISTILLATI Altitude, limited edition di Belvedere Vodka Autentica, decisa e straordinariamente pura, Belvedere Vodka si presenta in una limited edition: Altitude, che s’ispira alla purezza delle cime innevate, alla forza rigenerante della montagna e all’energia che trasmette. Altitude incarna l’essenza di Belvedere Vodka: una vodka naturale, frutto dell’unione tra segale polacca, acqua pura e maestria artigianale. L’iconica bottiglia nella versione Altitude ha un packaging rinnovato: la silhouette dei monti innevati va a sostituire la tradizionale immagine del Palazzo Reale di Varsavia, rappresentativa delle origini polacche del brand, mentre gli alberi si colorano di calde sfumature oro rosa e Champagne e si ricoprono di neve. I nuovi decori richiamano gli ambienti esclusivi delle alte vette e i colori prendono ispirazione dalle Alpi illuminate dal sole invernale, pronte a tingersi di luce rosata mentre il giorno volge al termine. Perfetta per essere sorseggiata liscia, Altitude si esprime al meglio in cocktail d’autore che ne esaltano le sfumature. sui t Bucc tren co z Luca ello Aoc nza con esi. mier di - elon: egia re e

9 Food&Beverage |dicembre 2025 LOCALI Oasi, a Milano il primo bar à vin Un ritorno con un’identità completamente rinnovata degli spazi di Porta Venezia per il primo bar à vin di Milano. Oasi inaugura un nuovo capitolo della sua storia con un concept che guarda alla Francia contemporanea e porta a Milano il modello del bar à vin: un luogo informale ma curato, che accoglie da pranzo fino a tarda sera. L’obiettivo è dare vita a uno spazio accessibile e accogliente dove ci si può fermare per una pausa veloce, incontrarsi per un aperitivo, cenare con piatti gustosi o bere un calice al bancone. L’accoglienza e la cantina sono affidate ad Alessia Taffarel che, insieme a Franco Olivieri, guida il cliente nell’esperienza di Oasi. La carta dei vini conta circa 500 etichette da Italia e Francia dando spazio a piccoli récoltant e a grandi Maison, passando per i vini naturali. L’approccio rompe uno schema diffuso a Milano: non c’è un nome di chef da mettere in primo piano, ma una proposta costruita intorno al piacere del vino e del cibo. Un contesto in cui il gusto diventa narrazione e identità. RICONOSCIMENTI Zenato Academy premia l’artista Tamburrini Nell’ambito della XIV edizione di The Others Art Fair, che si è svolta a torino dal 30 ottobre al 2 novembre, sono stati assegnati il Premio Zenato Academy e il Premio Behnoode Foundation. Il Premio Zenato Academy per la fotografia contemporanea è stato conferito all’opera Danza miope cyano #2 (2025) di Annalaura Tamburrini. La giuria ha premiato la giovane artista “per avere reinterpretato in chiave contemporanea la pratica analogica della cianotipia, raccontando la vita, l’esperienza e la propria visione del mondo attraverso l’acqua, con una serie di corpi che fluttuano nel mare in un silenzio ovattato”. La Behnoode Foundation ha, invece, scelto di premiare Forest Mirage (2021) di -ĭUDWÙ .D]DNHYLÏLĭWÙ /ȇDUWLVWD tessile è stata selezionata per la sua capacità di reinventare il concetto di paesaggio, creando un’immagine speculare che stimola una riflessione sulla rappresentazione della natura. CHARITY Etichetta solidale di Skeep per il Morellino Roggiano La Cantina Vignaioli Morellino di Scansano firma una nuova etichetta solidale del Roggiano Morellino di Scansano Docg e per l’edizione 2025 sceglie l’associazione Skeep di Grosseto, realtà che ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso lo sport. L’immagine riportata sulla bottiglia disegnata dai ragazzi di Skeep mostra un grappolo d’uva circondato da impronte di mani, a dimostrazione del fatto che saper fare squadra, in cantina come nelle attività sportive, è fondamentale. Testimonial dell’iniziativa è Riccardo Bagaini, atleta paralimpico azzurro specializzato nella corsa veloce. Parte del ricavato delle vendite delle 3 mila bottiglie di Roggiano in edizione limitata andrà a finanziare il restauro della sede dell’associazione. La limited edition di Roggiano Morellino di Scansano Docg per Skeep è disponibile a 10 euro nel punto vendita della Cantina e nello shop online (vignaiolidiscansano.it/shop). una anone ere rtaa DENOMINAZIONI I vini dell’Etna sulla via della Docg Iproduttori dei vini dell’Etna, consapevoli del valore delle loro produzioni, hanno l’ambizione di passare dalla Doc alla Dogc: un ulteriore step che determina la possibilità di assicurare una qualità eccellente e costante; una valorizzazione strategica, con benefici economici e d’immagine. Un passo importante verso l’eccellenza, da raggiungere con una regia unica e un sistema integrato che coinvolga amministrazioni, imprese e Università. E i tempi per la sua realizzazione sono vicini: “I vini dell’Etna potrebbero avere la nuova Denominazione Docg nel 2026. Se il ministero riceve le firme entro dicembre, l’avanzamento della procedura in tempi brevi è un obiettivo difficile, ma non irrealizzabile”. Queste le parole del vicecapo di Gabinetto Masaf Patrizio D’Andrea, ospite a Catania per il convegno “Opportunità e strumenti per la crescita del sistema Etna Wine”. “Per chiedere il passaggio da Doc a Docg -ha continuato D’Andrea- è necessario che la richiesta sia sostenuta dal 51% dei produttori che rappresentino anche il 51% della superficie coinvolta”. Una soglia che per essere raggiunta necessita ancora di un centinaio di firme, in considerazione che in poco più di dieci anni i viticoltori sono quasi raddoppiati: da 203 nel 2013 a 474 nel 2024.

10 Food&Beverage |dicembre 2025 UOMINI&VIGNE VENETO Per i Colli Euganei Doc il territorio in etichetta Ivini rossi dei Colli Euganei si chiameranno Colli Euganei Doc, senza nessun’altra specificazione. “Abbiamo scelto di porre un fortissimo accento proprio sul nome del territorio, così come avviene in tutte le grandi Denominazioni nazionali ed estere -spiega il presidente del Consorzio, Gianluca Carraro, nella foto- Se fino a ora si parlava di Cabernet o di Merlot prodotti sui Colli Euganei, sottolineando in tal modo la varietà dell’uva rispetto al territorio, d’ora in poi quando berremo un Colli Euganei Doc esalteremo il territorio d’origine, senza necessità di dare rilievo al vitigno”. I produttori che ne avessero necessità potranno continuare ad aggiungere l’indicazione della varietà di uva utilizzata (cabernet, merlot, carmenère), ma in tal caso il nome del vitigno dovrà essere stampato più piccolo rispetto alla menzione Colli Euganei, che avrà invece il massimo rilievo. SARDEGNA Russo project manager del Mandrolisai Il Mandrolisai è una delle regioni storiche della produzione di vino della Sardegna centrale -situata nel cuore dell’isola, tra le province di Nuoro e Oristano- che ha mantenuto intatte alcune caratteristiche di coltivazione che si perdono nella storia enoica. Proprio per valorizzare questo patrimonio e la produzione, un gruppo di 18 produttori si sono uniti per mettere il territorio al centro e hanno identificato in Francesco Saverio Russo - divulgatore enoico che da anni valorizza il Mandrolisai, nella foto- il loro project manager. “Il nostro territorio -spiega Massimiliano Mura, presidente del Consorzio Vini Mandrolisai- ha una ricchezza ancora oggi testimoniata non solo dalla tipologia delle coltivazioni e dall’età delle vigne, ma anche dalla diversità delle uve autoctone tipiche della zona come muristellu (o bovale sardo), cannonau e monica”. Questa realtà è anche la sola Denominazione in Sardegna a portare con orgoglio il nome del territorio in etichetta, preferendo e preservando la complementarità varietale al singolo vitigno. CONCORSI Sauvignon Oberberg è il migliore d’Italia Si è svolta al Centro Sperimentazione di Laimburg la settima edizione del Concorso Sauvignon Blanc d’Italia. A giudicare i vini, un comitato di cinque specialisti tra cui il Master of Wine Andrea Lonardi. La degustazione ha evidenziato l’evoluzione della tipologia: i vini pieni di carattere, rari nei primi anni del concorso, oggi rappresentano la norma, soprattutto ai vertici della classifica. “Si riconosce immediatamente la provenienza dei vini, data dallo stile inconfondibile caratterizzato dal terroir”, ha affermato Peter Dipoli, vicepresidente del comitato organizzatore, l’Associazione Sauvignon Alto Adige, che ha sottolineato la rilevanza dei vini identitari. $QGUHDV .RIOHU SUHVLGHQWH GHO FRPLWDWR VL ª detto impressionato dall’alta qualità dei vini partecipanti all’edizione di quest’anno, in particolare dei vini altoatesini che si sono classificati ai primi posti. Il migliore Sauvignon Blanc annata 2023 è il Sauvignon Oberberg Alto Adige Doc della Tenuta .RUQHOO GL 6HWWHTXHUFH DO VHFRQGR SRVWR si è classificato il Sauvignon Arthur Rainer Alto Adige Doc di Seeperle, a Caldaro, mentre la Cantina Bozen si è classificata terza con il Sauvignon Greel Alto Adige Doc. MONTALCINO Una piastrella contro la violenza sulle donne La piastrella di Benvenuto Brunello 2025 dice no alla violenza sulle donne. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha deciso di affidare alla Fondazione, per mano dell’attrice e autrice Paola Minaccioni, la realizzazione della tradizionale opera che dal 1992 simboleggia le vendemmie del vino principe della Toscana. “Abbiamo voluto dare un’anima diversa alla nostra storica piastrella: un’anima sociale, fatta di responsabilità e consapevolezza -ha spiegato Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino- Il dramma dei femminicidi, che ha colpito anche il nostro settore, ci impone di non restare indifferenti. È un fenomeno che riguarda tutti, senza distinzioni. Come comunità, come territorio e come comparto produttivo, vogliamo prendere una posizione chiara e netta: diciamo no a ogni forma di violenza sulle donne”. organizzato ha $Q de pa p

11 Food&Beverage |dicembre 2025 Nasce Moncalisse, Trentodoc identitari, complessi e profondi Barbara Amati LH VRUHOOH -XOLD H .DUROLQH :DOFK GHOOD VWRULFD famiglia vinicola dell’Alto Adige, hanno coronato il loro sogno: è nata Moncalisse, la cantina situata a 600 metri di altitudine che già nel nome riflette l’anima del luogo da cui prende vita, il Monte Calisio, a nord-est di Trento. I vigneti si estendono su 12 ettari in un anfiteatro naturale circondato dalle montagne trentine su suoli di rocce metamorfiche, ricche di calcare e porfido che danno VDOLQLW¢ H PLQHUDOLW¢ DL YLQL -XOLD H .DUROLQH :DOFK hanno raccontato il loro progetto al Ristorante Andrea Aprea, a Milano, in un incontro che ha visto la spumantistica d’eccellenza intrecciarsi con la cucina bistellata dello chef. “Moncalisse ha un nome e un’identità distinti rispetto al marchio Elena Walch: è un nuovo capitolo dedicato esclusivamente al Trentodoc -ha spiegato .DUROLQD :DOFK 4XDQGR QHO DEELDPR YLVWR il terreno, è stato amore a prima vista. Abbiamo capito subito che era il luogo ideale per realizzare una delle espressioni più autentiche e raffinate del Trentodoc. L’altitudine, la varietà geologica e il microclima fresco rappresentano condizioni ideali per creare spumanti metodo Classico strutturati, precisi e dal grande potenziale di invecchiamento”. Al fianco delle giovani produttrici, il giovane ed esperto enologo che le ha accompagnate in questo percorso, Stefano Bolognani, e Odilon de Varine, celebre enologo della Champagne che ha preso parte al progetto nelle vesti di facilitatore e guida. Così, ecco due Trentodoc di grande complessità ed eleganza, autentica espressione del territorio montano: Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e il Millesimato Extra Brut Riserva 2019, entrambi 100% chardonnay. Il primo è prodotto con le uve di una parcella di 1,5 ettari di vecchie viti, anche di 60 anni di età. Il nome rimanda alle miniere di argento che nel Medioevo caratterizzavano l’area del Monte Calisio. La vinificazione avviene in acciaio con una piccola parte in barrique, cui segue un affinamento in bottiglia sui lieviti di 80 mesi. Dal colore dorato brillante, al naso rivela sentori floreali di acacia, biancospino e rosa bianca, intrecciate a note di fiori di campo e macchia mediterranea; segue un ventaglio fruttato che spazia dalla pesca ad accenti esotici, all’albicocca e alla nespola che si fondono con note di pompelmo e cedro candito, sfumature di erbe aromatiche e mentolate. L’evoluzione degli 80 mesi in bottiglia sui lieviti emerge attraverso sentori di frutta secca, di pasticceria e di delicate note mielate. Al palato è dinamico, con un’effervescenza finissima, teso e minerale. Il Millesimato Extra Brut Riserva 2019 matura 56 mesi sui lieviti, la fermentazione avviene in acciaio per l’80% e il rimanente 20% in barrique. Ha colore paglierino luminoso e un profilo olfattivo fresco e immediato, che si apre su un ventaglio floreale di biancospino, sambuco e glicine, arricchito da note di acacia e fiori gialli; la componente fruttata è ricca e precisa: mela verde e pera Williams, pesca e susina, con accenni di ananas e di agrumi, di erbe di montagna e una piacevole sfumatura di nocciole tostate. Al palato rivela un perlage cremoso sostenuto da una freschezza tesa e vibrante e da un’elegante mineralità. Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e Millesimato Extra Brut Riserva 2019 sono i vini fini ed eleganti firmati Moncalisse. Chardonnay 100%, nascono in un anfiteatro naturale sul Monte Calisio, a nord est di Trento Le sorelle Julia e .DUROLQH :DOFK hanno creato la loro cantina a 600 metri di altitudine che ha dato vita a due spumanti 100% chardonnay da vecchie viti identitari del territorio montano BOLLICINE

12 Food&Beverage |dicembre 2025 UOMINI&VIGNE PREMIUM Martin Miller’s Gin Winterful è l’edizione invernale del brand premium di gin distribuito in esclusiva da Compagnia dei Caraibi. Ottenuto tramite una terza infusione a freddo di cannella e buccia di mandarino, è ispirato agli ingredienti usati comunemente nelle ricette del vin brulé in Inghilterra e in Islanda, valorizzando il carattere invernale del distillato senza sovrastare la raffinatezza tipica di Martin Miller’s. London Dry Gin dal taglio classico, Winterful si distingue per un profilo aromatico ricco, speziato ed elegante. Le spezie invernali creano un perfetto equilibrio tra intensità e morbidezza, in cui il ginepro rimane dominante e, al contempo, bilanciato con gli agrumi grazie al processo di doppia distillazione. Dal finale rotondo e persistente, questo gin ha un piacevole ritorno speziato. siva mite manente da, REGOLE Cambia il disciplinare del Garda Doc Novità per il disciplinare di produzione dei vini Garda Doc. Il decreto ministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce che entrano a far parte della Denominazione il Garda Müller Thurgau, nelle versioni frizzante e spumante, e il Garda Rebo, vino fermo. Per spumante e frizzante vengono aggiunte le specificazioni di vitigno garganega e chardonnay. La garganega, a partire dalla vendemmia 2025, può essere commercializzata anche nella versione “low alcol”, con un titolo alcolometrico di 9% volumi. Per le versioni rosé spumante e frizzante debutta la specificazione Corvina. Tra le novità spicca anche l’introduzione del pinot grigio ramato rosato e per gli spumanti viene introdotto il termine Cremant. La zona di produzione comprende anche una parte del comune di Castenedolo, in provincia di Brescia. Nella foto, il presidente del Consorzio Garda Doc Paolo Fiorini. COCKTAIL La drink list di Pagliarini al Feat. di Milano Feat. inaugura una nuova stagione presentando la sua cocktail list firmata da Andrea Pagliarini, nuovo bar manager del locale milanese. Con un passato di rilievo in uno dei bar più riconosciuti a livello mondiale, il Bar Paradiso di Barcellona, Pagliarini porta a Milano una visione raffinata della miscelazione, fatta di equilibrio, precisione e rispetto per la materia prima. Il nuovo menu si articola su due livelli, proprio come lo spazio di Feat. Al piano terra, Feat.Classics esplora i grandi classici reinterpretati con rigore e sensibilità contemporanea; al piano -1, Feat.Playground diventa il terreno di sperimentazione dove Pagliarini gioca con ingredienti inusuali e processi di estrazione evoluti come nel cocktail Banana Joe (rum alla banana, cordiale di bucce ossidate, proteine del latte). Accanto alla proposta in miscelazione, Feat.Morsi FXUDWR GD .HYLQ Orellana, anima della cucina di Feat.- completa l’esperienza con una selezione di piatti che fondono l’immagine urban del quartiere Barona con contaminazioni internazionali. COMPLEANNI Una mostra per i 10 anni GHO ELUULILFLR .ELUU IQ RFFDVLRQH GHO GHFLPR DQQLYHUVDULR GL .ELUU LO ELUULILFLR artigianale che “parla napoletano”, il Cam-Museo di arte contemporanea di Casoria (Na) ospita una mostra celebrativa dedicata ai dieci artisti che negli anni hanno collaborato con il brand. L’evento è stato l’anteprima del decimo anniversario, che verrà festeggiato il 21 dicembre. Dal primo anno di vita .ELUU KD VFHOWR GL LQWUHFFLDUH LO PRQGR GHOOD ELUUD DUWLJLDQDOH con quello dell’arte contemporanea, diventando un veicolo di promozione per gli artisti napoletani e un laboratorio di creatività che racconta la città attraverso etichette, installazioni e collaborazioni d’autore. In esposizione circa trenta opere che hanno contribuito all’identità visiva del birrificio. La collezione viene esposta per la prima volta nella sua interezza negli spazi del museo di Casoria. I 12 artisti (Roxy in the Box, Iabo, Luca Carnevale, Collettivo Cuoredinapoli, Alessandro Flaminio, Luigi Gallo, Vincenzo Ionà, Pasquale Manzo, Luigi Masecchia, Nicola Masuottolo, Maura Messina, Rossella Sacco) hanno tradotto e raccontato la città di Napoli attraverso un linguaggio pop capace di entrare in un immaginario collettivo. Martin Miller’s Gin Winterful dal sapore ricco e speziato

TENDENZE La guida di Coravin per i locali “by-the-glass” Proporre il vino al calice non è ancora un’abitudine radicata nei ristoranti, mentre potrebbe essere un servizio interessante per i consumatori, in particolare per i più curiosi e desiderosi di approfondire la conoscenza del vino. Certo, la bottiglia aperta deve poter mantenere intatte a lungo le proprie caratteristiche organolettiche e in questo viene in aiuto Coravin, azienda americana che ha rivoluzionato il modo di degustare e servire il vino, consentendo a professionisti e appassionati di assaporare qualsiasi etichetta in ogni momento, senza dover consumare l’intera bottiglia preservandone la vita per settimane, mesi o, addirittura, anni. Inventore e fondatore di Coravin è l’americano Greg Lambrecht, con una carriera brillante da inventore di protesi, valvole cardiache e dispositivi medici, una tecnologia che ha traslato in un mondo più gioioso e goloso come quello del vino. Creata nel 2013, oggi l’azienda consolida il proprio ruolo di ambasciatrice del “consumo di vino al calice” con The Coravin Guide, la prima guida digitale dedicata alle migliori carte dei vini serviti “by-theglass” nel mondo. È un progetto internazionale che mette in luce i ristoranti, i bar, gli hotel e i club privati più interessanti, dove sommelier ed esperti propongono esperienze enologiche di alto livello grazie a un’ampia selezione di etichette. “Il vino al calice dovrebbe rappresentare la libertà di esplorare, non un limite, ed è proprio per questo che ho inventato Coravin -ha spiegato Greg Lambrecht in un incontro al Park Hyatt Milano dove questa tecnologia è utilizzata con soddisfazione- Troppo spesso le persone rinunciano a provare un grande vino, perché aprire una bottiglia sembra un impegno. Con The Coravin Guide vogliamo far conoscere i luoghi che condividono la nostra filosofia: offrire la possibilità di degustare, scoprire e apprezzare il vino un calice alla volta”. I locali selezionati sono catalogati attraverso un sistema di classificazione che valuta l’ampiezza e la varietà della loro offerta: i One Glass presentano da 20 a 40 vini al calice, i Two Glasses da 41 a 60 referenze, mentre i Three Glasses superano le 60 etichette. Accanto a queste categorie figurano le Greg’s Hidden Gems, carte più ridotte, ma di grande ispirazione, con proposte rare e originali. The Coravin Guide è disponibile online all’indirizzo guide.coravin.com. In Italia Corovin è distribuito in esclusiva da Schönhuber, per il canale retail, e da Ceretto per il settore horeca e wine retail. www. FOOD AND BEV .it L’enogastronomia a portata di click www.foodandbev.it

14 Food&Beverage |dicembre 2025 A Montalcino nasce Aminta la tenuta di Famiglia Cecchi Barbara Amati Aminta è la nuova tenuta di Famiglia Cecchi. Si trova a Castelnuovo dell’Abate, accanto all’Abbazia di Sant’Antimo, ed è stata acquistata nel 2018 in una delle aree più vocate di Montalcino. Famiglia Cecchi rafforza così il proprio percorso di valorizzazione del Sangiovese nei territori d’elezione, dopo Villa Cerna nel Chianti Classico, Val delle Rose in Maremma e Tenuta Alzatura in Umbria. Una scelta consavole, frutto di una lunga esperienza maturata in oltre 130 anni di storia. “Con Aminta abbiamo voluto completare un percorso che da sempre ci lega al sangiovese, vitigno che consideriamo centrale nella nostra identità produttiva -ha spiegato Andrea Cecchi, quarta generazione della famiglia che ha sempre avuto una visione pionieristica, orientata alla qualità e al profondo rispetto territoriale, in un incontro al ristorante L’Alchimia, a Milano- Entrare a Montalcino è stato il risultato di una scelta attenta, maturata nel tempo, che ci ha portato a investire in un territorio di straordinaria complessità e prestigio. Aminta nasce da questa visione: valorizzare i grandi terroir italiani con vini profondamente legati all’origine, essenziali nello stile e pensati per durare nel tempo”. La Tenuta si estende per 6 ettari nell’area sud-orientale del Brunello di Montalcino. I vigneti si articolano in tre corpi distinti -Pian Bossolino, Cantina e Caselle- e godono di condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli grazie all’altitudine, all’esposizione e alla protezione naturale offerta dal Monte Amiata. La geologia dei suoli è eterogenea, con presenza di galestro, pietraforte e sabbie messiniane, che contribuiscono a generare vini di grande precisione e carattere. Il nome Aminta ha una doppia radice: la prima è personale, perché s’ispira ad Anita Sardelli, madre di Andrea Cecchi, scomparsa nel 2017, la seconda è territoriale, perché il Monte Amiata, che domina il paesaggio, influenza in modo decisivo il microclima della tenuta, donando escursioni termiche ideali e preservando l’equilibrio vegetativo dei vigneti. A queste si unisce un terzo riferimento, culturale e poetico, alla celebre opera di Torquato Tasso L’Aminta in cui la presenza di una fonte ricorre come luogo cardine, proprio come la sorgente termale naturale che si trova ai margini del bosco della Tenuta. All’evento milanese Andrea Cecchi ha presentato i primi vini: il Rosso di Montalcino Doc 2023, disponibile in 3.100 bottiglie, e il Brunello di Montalcino Docg 2020, prodotto in 3 mila bottiglie numerate. Sono vini identitari, espressione del territorio, fini ed eleganti: il Rosso ha una bella bevibilità e grande freschezza, è fruttato e molto piacevole. Il Brunello ha maggior potenza unita all’eleganza, bei tannini equilibrati e profondità. Sono vini che si posizionano nella fascia medio-alta del mercato e che nell’obiettivo di Andrea Cecchi in futuro rappresenteranno la punta di diamante dell’enologia di famiglia. Inoltre, entrambi sono contraddistinti da un’etichetta ispirata ai disegni originali di Anita Sardelli Cecchi, anima artistica della famiglia. Acquistata nel 2018, Aminta è la nuova azienda di Famiglia Cecchi in un’area prestigiosa come quella di Montalcino, con sei ettari di vigneti. Arrivano ora sul mercato i primi due vini, presentati a Milano da Andrea Cecchi: il Rosso di Montalcino Doc 2023, di bella bevibilità e grande freschezza, e il Brunello di Montalcino Docg 2020, elegante e profondo Rosso di Montalcino Doc 2023 e Brunello di Montalcino Docg 2020 interpretano il sangiovese in un territorio d’eccellenza. Esaltandone l’identità e l’espressività AZIENDE a alla le, in anoi una ci ha ordice i che si All’ senta 2023 di Mo bottig sio h z h t c d C d e i C

AlpeRegis è il METODO CLASSICO DI MONTAGNA. Un Trentodoc dal carattere audace e garbato come la natura alpina in cui nasce. Le vette lo forgiano e la brezza di montagna lo esalta di bellezza ed eleganza senza tempo. Brut, Extra Brut, Rosé e Pas Dosé: mineralità, eleganza e purezza alpine. Classico di Montagna. rotari.it

16 Food&Beverage |dicembre 2025 UOMINI&VIGNE SPECIAL PACK Amaro Amara, liquore dalle arance rosse di Sicilia C’è un Natale che profuma di zagara, ha i colori caldi della lava e custodisce l’essenza della Sicilia contemporanea. È quello firmato Amaro Amara che presenta uno special pack che racchiude il liquore alle Arance Rosse di Sicilia Igp e un foulard in tessuto eco luxury realizzato dagli scarti di lavorazione dell’arancia. Una borsa in cartone riciclato, dal design minimale, progettata per essere riutilizzata, custodisce la bottiglia da 50 centilitri del liquore siciliano nato dall’incontro tra l’Arancia Rossa di Sicilia Igp e il suolo vulcanico dell’Etna e un foulard modello twilly il cui tessuto nasce dal riuso creativo delle bucce d’arancia trasformate in filati grazie a un processo brevettato unico al mondo da Orange Fiber, l’azienda catanese che ha dato nuova vita agli scarti delle bucce d’arancia. LOCALI Borgo 12, un’enoteca nel centro di Milano Borgo12 è la nuova enoteca situata in via Borgospesso 12, a Milano, nel cuore del Quadrilatero della moda. L’iniziativa nasce dalla visione di Umberto Verga, presidente di Verga 1947, grande appassionato di vino: “Il vino, come l’orologeria, è un’arte che si misura nel tempo -afferma Verga- Ogni bottiglia racconta una storia di attesa, equilibrio e precisione, la stessa che ritroviamo nei meccanismi di un orologio. Con Borgo12 abbiamo voluto creare un luogo dove il tempo si possa degustare, condividere e vivere con intensità”. Il locale è, infatti, pensato come uno spazio elegante e accogliente dove la cultura del vino incontra l’arte del vivere bene. L’enoteca offre una selezione raffinata di vini, Champagne, distillati e liquori, frutto della collaborazione con il Gruppo Meregalli, punto di riferimento nel panorama della distribuzione di vini e spirits di alta gamma, che grazie al suo know-how garantisce un assortimento curato nei minimi dettagli, capace di soddisfare i palati più esigenti e i gusti di una clientela internazionale. FAMIGLIE Arianna Zanetti è Ceo di Hausbrandt Trieste Martino Zanetti passa il testimone alla figlia Arianna Zanetti che assume il ruolo di Ceo e presidente di Hausbrandt Trieste 1892 SpA. “Un passaggio di testimone che rappresenta molto più di un cambio generazionale: una staffetta nella quale si corre insieme con lo stesso spirito e la stessa visione per conseguire nuovi obiettivi nel retaggio dei risultati raggiunti sotto la guida di mio padre -spiega Arianna Zanetti- Un presente che valorizza il percorso compiuto e dà opportunità al futuro”. Il visionario imprenditore, che negli anni ‘80 trasferì da Trieste a Nervesa della Battaglia il marchio Hausbrandt, resta per tutti una figura di riferimento imprescindibile quale presidente della Fondazione Hausbrandt che rappresenta il volano dello sviluppo aziendale e ne promuove l’identità culturale. Il caffè rappresenta quasi l’80% del business, ma grazie a birra Theresianer, ai vini Col Sandago e agli Champagne Martin des Orsyn, il Gruppo ha un’offerta diversificata, con una previsione di chiusura 2025 intorno ai 100 milioni di euro di fatturato. FUSIONI Monteforte d’Alpone in Collis Veneto Collis Veneto Wine Group ha incorporato la Cantina Sociale di Monteforte D’Alpone, tra le realtà più radicate del panorama vitivinicolo veronese. Un’integrazione che rafforzerà il Gruppo permettendo di affermarsi come leader anche nella produzione della Doc bianca a base di garganega e darà vita a un hub di produzione premium. Monteforte d’Alpone è il comune d’Italia con la percentuale maggiore di superficie agricola dedicata alla viticoltura, con oltre il 95% del territorio agricolo coltivato a vite, di cui il 65% è rappresentato da Soave Classico. Si aprono così nuovi orizzonti per il Gruppo Collis che già aveva produzione di Soave Doc, ma non ancora Classico. L’economia di scala che deriva dall’operazione consentirà di rafforzare l’efficienza produttiva e valorizzare ulteriormente l’eccellenza enologica e vitivinicola del Gruppo. Al contempo, crea le condizioni per sviluppare progetti innovativi e strategie mirate sui mercati, consolidando Collis come punto di riferimento per l’eccellenza vitivinicola veneta. Il bilancio consolidato di Gruppo 2024/2025 vede un utile raddoppiato rispetto all’anno precedente pari a 4,162 milioni di euro.

17 Food&Beverage |dicembre 2025 Nobile Riserva e Filai Lunghi due fuoriclasse a confronto Barbara Amati Dal 1972 di proprietà della famiglia Jacorossi -imprenditori nel settore petrolifero a Roma- l’azienda vitivinicola Talosa, a Montepulciano (Si), ha avviato negli ultimi anni un progetto di consolidamento e valorizzazione di quella che è, oggi, una realtà di livello. “La famiglia ha creduto del potenziale del Vino Nobile di Montepulciano così da fare nel tempo investimenti importanti, ridisegnando le proprie strutture e ridefinendo la produzione vinicola fin dal 2004”, ricorda Edoardo Mottini Jacorossi, Ceo dell’azienda. Così, ecco un nuovo centro aziendale di fronte ai vigneti, con tecnologie d’avanguardia e nuove botti, ecco la Cantina Storica, del ‘500, ristrutturata, nel centro della cittadina di Montepulciano, con una nuova sala degustazione. Il cuore dell’azienda sono i 33 ettari di vigneto biologico in località Pietrose, a 330-400 metri sul livello del mare. “I terreni di origine pliocenica sono composti da strati di sabbie e ciottoli, con banchi di argilla in profondità, la cui caratteristica principale è la media fertilità -spiega Cristian Pepi, enologo e responsabile commerciale- E il versante su cui sorge Talosa è riparato dai venti freddi e ciò consente a quest’area di godere di temperature più miti. Il nostro vitigno principe è il sangiovese e qui si ottengono vini di buona struttura e tipicità, caratterizzati da note sensoriali di amarene e viola e buona acidità”. I vigneti si allungano in tre aree principali: una prettamente argillosa, una in cui il terreno vira dall’argilloso al sabbioso, e una completamente sabbiosa, esposte a est. Qui nascono uve sangiovese con particolari caratteristiche grazie alle quali Talosa interpreta due diversi stili di Vino Nobile di Montepulciano; più tradizionale la Riserva di Vino Nobile di Montepulciano, più contemporaneo il Filai Lunghi. La Riserva nasce sui terreni argillosi, da due vigne di quasi 50 anni (Vigna Camponi Vecchi e Vigna Costa Vecchia) e una di 20 anni (Vigna Camponi) che conferiscono al vino eleganza e territorialità. Il vino matura in tonneaux di rovere francese nuovi e di secondo passaggio per un anno, a cui segue l’assemblaggio e la maturazione per altri due anni in botti grandi di Slavonia. Poi affina in bottiglia per almeno sei mesi. Le uve che compongono Filai Lunghi nascono, invece, su un terreno povero, sabbioso, che porta a una maturità precoce dei grappoli: le basse rese -20 quintali di uva per ettaro- garantiscono concentrazione e struttura. Il processo di vinificazione e maturazione delle tre diverse uve avviene separatamente in tonneau nuovi il primo anno fino all’ assemblaggio delle tre masse in botte grande prima dell’affinamento in bottiglia. Il vino ha lunghezza e frutto e alte acidità. Una particolare degustazione ha messo a confronto l’annata 2019, definita radiosa, la 2018, equilibrata, e la 2017, solare, di entrambi i vini con risultati interessanti e rivelatori dell’importanza del terroir, inteso come ambiente nel suo complesso, suoli in primis. Vini identitari e longevi, la Riserva più austera e con tannini fini e fitti, elegante, con acidità elevate, Filai Lunghi con una maggiore freschezza e tanto frutto. “Le vigne vecchie giocano un altro campionato -commenta Jacorossi- Filai Lunghi è un fuoriclasse, ma non in tutte le annate, mentre la Riserva lo è in tutte”. Di proprietà della famiglia Jacorossi, l’azienda vitivinicola Talosa, a Montepulciano, ha avviato negli ultimi anni un progetto di consolidamento e valorizzazione del sangiovese. Il risultato sono vini identitari e longevi, come il Vino Nobile di Montepulciano Riserva e il Vino Nobile di Montepulciano Filai Lunghi MONTEPULCIANO Il Vino Nobile di Montepulciano di Talosa è espressione di un terroir identitario e di un lungo impegno nella valorizzazione del sangiovese. Da terreni diversi nascono vini dallo stile differente

18 Food&Beverage |dicembre 2025 TOSCANA I diversamente autoctoni 5 nuovi cru per Artimino Nasce da anni di indagini agronomiche, ascolto del territorio, prove di vinificazione e studio scientifico dei suoli, la nuova linea di monovarietali della Tenuta di Artimino, a Carmignano (Po). È l’esito di un cammino iniziato quasi quattro anni fa quando la famiglia Olmo ha deciso di ripensare la sua identità enologica restituendo centralità alle origini e alle vocazioni singolari delle parcelle. Tra il 2022 e il 2025 la Tenuta ha condotto un importante studio di zonazione dei vigneti, con l’obiettivo di individuare e valorizzare le microzone più vocate alla produzione di vini di alta qualità. Il lavoro, affidato ad Attilio Scienza, a Luca Toninato e a Stefano Pinzauti, ha rappresentato un punto di svolta nella conoscenza del suolo e del microclima particolare di Artimino. Lo studio ha unito metodi tradizionali a tecnologie di ultima generazione, come le mappature satellitari e l’analisi geologica di precisione, per definire con esattezza le caratteristiche pedoclimatiche di ciascuna area. I risultati hanno rivelato una straordinaria biodiversità, un mosaico di suoli, esposizioni e altitudini che s’intrecciano nel cuore dell’antica riserva di caccia medicea del Barco Reale in cui si trova la tenuta. Da questa diversità è emersa la consapevolezza che ogni vigneto possiede un carattere unico, capace di esprimere un vino distinto e irripetibile a seconda della varietà ritenuta più idonea per quel determinato appezzamento. Parallelamente, sotto la supervisione dell’enologo Riccardo Cotarella, sono state condotte vinificazioni sperimentali per tre anni, con l’intento di verificare in cantina quanto osservato in vigna. L’integrazione tra dati agronomici e riscontri enologici ha permesso di tracciare una mappa dettagliata delle potenzialità viticole della Tenuta, individuando cinque appezzamenti simbolo, ciascuno capace di restituire un’identità varietale precisa e riconoscibile. Da questa ricerca sono nati i cinque Cru di Artimino, espressione delle anime del territorio: Custode delle Tele Sauvignon Blanc 2024, Moreta Sangiovese 2022, Poggipiè Cabernet Franc 2022, Punto Ombra Chardonnay 2022, Vediavoli Chardonnay 2021. Ogni Cru è il risultato di una lettura delle vocazioni che il territorio ha svelato. NOVITÀdaSTAPPARE TOSCANA Arcanum 2019 potente ed espressivo Arcanum è il fiore all’occhiello della Tenuta di Arceno di Castelnuovo Berardenga (Si). È ottenuto da sole uve cabernet franc, le più rappresentative dell’azienda toscana, che provengono da 12 parcelle che, per la loro eccellente esposizione e i suoli di argilla sabbiosa, garantiscono ogni anno la migliore espressione di questa varietà. Arcanum matura in botti di rovere francese (il 70% nuove) per 12 mesi che gli dona equilibrio, concentrazione e potenza. L’annata 2019, l’ultima sul mercato, è particolarmente seducente per i sentori di viole, rose, lamponi e delicate note speziate che si allungano nel palato. È un Cabernet franc potente ed espressivo, che presenta sentori di menta dolce, tartufo nero e more mature; ricco e opulento, è incorniciato da tannini morbidi e vellutati. Al palato spiccano sapori di mirtilli succosi, sostenuti da note di bacca di vaniglia e semi di cardamomo. Il finale, lungo ed elegante, è sottolineato da sfumature di buccia d’arancia e scatola di sigari. Un Cabernet Franc profondo e di spessore che si presenta molto longevo. LOMBARDIA Grande Annnata Brut di sicura longevità Da enologo di grande spessore ed esperienza, Mattia Vezzola nella sua Costaripa sul Lago di Garda produce vini che interpretano magistralmente un territorio collinare di origine morenica naturalmente vocato alla produzione di grandi rosati. Ma non solo. Il Mattia Vezzola Grande Annata Brut 2019 è l’interpretazione magistrale di una grande vendemmia. È un metodo Classico che nasce da uve chardonnay del Lago di Garda raccolte a perfetta maturazione sulle morene esterne più antiche esposte a sud, sud-est. Il 50% del mosto fermenta ed evolve in vecchie botti di rovere bianco da 228 litri per circa otto mesi. L’affinamento in bottiglia è di 54-60 mesi. Dal perlage finissimo e lento, questo spumante ha colore giallo scarico cristallino con eccellenti riflessi verdognoli, profumi di agrumi e frutta matura delicata, di pane speziato e meringa che donano croccantezza e freschezza, a cui si aggiungono fiori bianchi e note di melograno, mandarino e anice. In bocca è complesso, intenso e lungo, con un’eccellente persistenza e una straordinaria freschezza e sapidità. La viva acidità preannuncia una sicura longevità. nare ne di nata venonnay sulle 50% ere in o, o enr la sa, sta e (il n-

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