E’ una partnership prestigiosa quella di Cesarini Sforza con Palazzo Reale, importante polo culturale del Comune di Milano, che vede gli spumanti metodo Classico della storica azienda del Trentodoc accompagnare il calendario e le inaugurazioni delle grandi mostre internazionali ospitate dall’istituzione milanese lungo tutto il 2026. “Il progetto con il Comune di Milano e Palazzo Reale segna un’evoluzione importante nel percorso che stiamo costruendo -commenta Federica Cazzara, direttrice marketing di Cesarini Sforza- Palazzo Reale è un luogo che incarna storia, cultura ed eleganza: valori che sentiamo profondamente affini a noi e al nostro impegno per una qualità che si costruisce nel tempo”. “Il nome Cesarini Sforza è profondamente intrecciato alla storia della città e dello stesso Palazzo Reale -afferma Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano- La ricerca della qualità, l’attenzione ai dettagli e la valorizzazione dell’eccellenza rappresentano valori che accomunano Palazzo Reale e Cesarini Sforza. È proprio questa affinità a rendere naturale la condivisione di un percorso comune nei prossimi dodici mesi”.
D’altra parte, gli Sforza sono da sempre legati a Milano: questa dinastia ha governato il Ducato di Milano dal 1450 al 1535, trasformando la città in una delle capitali culturali ed economiche più importanti del Rinascimento europeo. Un dominio contraddistinto da grandi committenze artistiche come il Castello Sforzesco e la Ca’ Granda. La casata nobiliare Cesarini Sforza nacque nel 1673 dal matrimonio tra Federico Sforza e Livia Cesarini, erede della potente famiglia romana. Un ramo originario della famiglia Cesarini Sforza si stabilì a Trento a partire dal 1800, quando il conte Filippo ricoprì l’incarico di Podestà nel Principato Vescovile. Valorizzando le proprietà terriere ereditate, la famiglia legò indissolubilmente il proprio nome al settore vitivinicolo. La cantina Cesarini Sforza Spumanti fu fondata nel 1974 a Trento da Lamberto Cesarini Sforza e dal 2019 l’azienda è di proprietà del Gruppo Cavit, ma ha mantenuto un’autonomia produttiva e stilistica: oggi è una delle case produttrici più prestigiose del Trentodoc e vanta tra le sue etichette Aquila Reale, un metodo Classico di alto livello che riunisce in sé tutta l’energia e il potenziale del territorio trentino creato nel 1986.
Cesarini Sforza è lo specchio fedele di un territorio vocato e di una viticoltura di montagna di qualità, uniti a un’attenta filosofia produttiva, fatta di storia, tradizione e innovazione. E con l’arte l’azienda condivide l’interpretazione del concetto di tempo: un tempo lento, necessario per dare vita alla bellezza e capace di trasformare la materia in emozione. È questa sintonia a rendere la relazione con il Comune di Milano e Palazzo Reale particolarmente significativa, perché unisce due mondi che credono nella cura dei dettagli e nella capacità di creare valore attraverso il tempo.
Cesarini Sforza ha celebrato la partnership con Palazzo Reale in
occasione dell’imponente mostra “Le Alchimiste” di Alselm Kiefer, tra i più influenti artisti contemporanei. Curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli, è stata allestita nella maestosa Sala delle Cariatidi (fino al 27 settembre) per espresso volere dell’artista. Nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre 42 grandi teleri concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo salone segnato dal bombardamento del 1943. Una mostra grandiosa, con opere di grande impatto: 42 quinte teatrali di pittura densa e quasi tridimensionale unite a formare dei paraventi disposti su sostegni di acciaio con ruote. Le donne alchimiste, guaritrici, studiose di formule e medicamenti, sono in dialogo con le Cariatidi sfregiate dalle bombe. Centrale il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, Kiefer indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione.
Le bollicine di montagna di Cesarini Sforza, che nascono a 500-600 metri di altitudine, nella Valle di Cembra, hanno accompagnato l’evento di presentazione della partnership. Aquila Reale Riserva, ottenuta da sole uve chardonnay del Maso Sette Fontane e affinata 36 mesi sui lieviti, porta il simbolo della casata Cesarini Sforza rappresentato anche sullo stemma della città di Trento. L’annata 2015 proposta all’assaggio è un Trentodoc affinato almeno 90 mesi, dalla struttura virtuosa e complessa con bollicine fini ed eleganti, supportate da una piacevole acidità, che conferiscono allo spumante una spiccata e fine personalità.
Ad Aquila Reale Riserva Cesarini Sforza ha affiancato negli ultimi anni la linea 1673 che oggi offre quattro versioni: 1673 Noir Nature, realizzato con uve pinot nero e con 48 mesi di affinamento sui lieviti, è proposto nella versione non dosata per esaltarne l’essenza più pura; contraddistinto da un’elegante cremosità e da una lunga e sapida persistenza, ha un perlage fine e delicato. 1673 Rosé nasce dalla lavorazione di piccole partite di pinot nero provenienti dai vigneti più vocati della Valle di Cembra; affinato 60 mesi, ha colore rosa antico, un perlage finissimo e persistente, e un sorso ricco e setoso impreziosito dalla complessità del pinot nero. E’ realizzato con solo uve chardonnay 1673 Riserva che affina 70 mesi sui lieviti; è un raffinato Trentodoc di innato equilibrio e armonia gustativa, di grande carattere, dal perlage lucente, fine e persistente. Nasce, invece, da un sapiente assemblaggio di chardonnay e pinot nero 1673 Millesimato Brut, una cuvée ricca ed equilibrata che rappresenta la sintesi perfetta di innovazione e tradizione, tipica dell’arte spumantistica di Cesarini Sforza. Affinato per 36 mesi, ha un perlage fine e cremoso, è complesso e strutturato, dal finale elegante e armonico, supportato da una piacevole acidità che eleva la lunghezza del sorso.
Barbara Amati
