Streetfood 4 Wheels: a Segrate il cibo di strada con la tendina

L’Associazione nazionale che festeggia dieci anni di attività sul cibo di strada porta nel grande evento di Segrate alcuni tra i cibi di strada più apprezzati in Italia.

Streetfood 4 Wheels: a Segrate il cibo di strada con la tendina.

È una delle feste più importanti dell’area, “Noi Segrate”, il grande evento che si svolgerà nella città lombarda dal 7 al 9 settembre coinvolgendo diversi settori, dallo sport alla salute, con approfondimenti di vario genere. Per la parte food l’Amministrazione comunale di Segrate (Mi) ha scelto Streefood Italia e il cibo di strada con la tendina e saranno numerosi i cibi di strada selezionati da tutta Italia per la loro qualità che dalle 18 di venerdì alla notte di domenica animeranno l’area del Centroparco, cuore pulsante della città.

«Siamo a oltre 30 eventi già quest’anno – spiega il presidente dell’Associazione Streetfood, Massimiliano Ricciarini – e questa nuova collaborazione, che speriamo possa durare nel tempo, è l’ennesima conferma che il cibo di strada da noi selezionato fa la differenza e viene scelto dalle organizzazioni dei più grandi eventi italiani».

Streetfood birra artigianale

LE SPECIALITA’ – In tre giorni nel Centro Parco di Segrate si potranno assaggiare decine di cibi di strada tra questi dalla Toscana – Hamburger di Chianina IGP e Cinta Senese IGP; Marche – Olive e fritto ascolano; Puglia – Bombette di Alberobello; Romagna – Piada Romagnola, tigelle e gnocco fritto con salumi; Spagna – Paella e Sangria e ancora dalla Toscana – Birra artigianale selezionata da Streetfood.

DIECI ANNI DI STREETFOOD – Dopo dieci anni di attività, l’Associazione può vantare numeri importanti per il settore. A partire dagli eventi che in dieci anni hanno toccato oltre 100 città italiane, portando in degustazione centinaia di cibi di strada italiani e non solo, raggiungendo, si stima, circa 6 milioni di appassionati negli oltre 400 eventi messi in piedi. A questi eventi vanno aggiunti, oltre alla somministrazione di cibi “certificati”, anche attività culturali collaterali, come le visite guidate ai centri storici delle città che hanno ospitato i cosiddetti “Streetfood Village”, ma anche convegni, seminari e master di approfondimento.

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