Bertani Academy svela i segreti dell’Amarone

Seminari in aula, in vigna e degustazioni per operatori, ristoratori, sommelier e giornalisti.

Seminari in aula, in vigna e degustazioni per operatori, ristoratori, sommelier e giornalisti.

Un modo per approfondire la consocenza e prendere confidenza con i marker sensoriali che identificano una delle grande Denominazioni del vino italiano. Con un taglio un po’ aziendale e molto territoriale.

Tre giorni di studio e approfondimento sui vini Valpolicella e su tutti gli elementi che ne determinano l’unicità. È Bertani Academy, percorso di formazione innovativo e impegnativo in cui la storica azienda veronese coinvolge poco più di una ventina di operatori esteri all’anno tra distributori, importatori, retailer, sommelier, ristoratori e giornalisti provenienti prevalentemente da Usa, Nord ed Est Europa. “Si tratta di un format diverso e molto intenso -spiega Emilio Pedron, amministratore delegato di Bertani Domains- fatto di seminari in aula e in vigna e degustazioni alla cieca a cui gli ospiti accettano di ‘sottoporsi’ perché tornano a casa con un ricco bagaglio di informazioni ed esperienze. In Bertani siamo convinti che una conoscenza più approfondita dei vini Valpolicella faccia gioco a tutto il territorio e non solo al marchio Bertani. Nessun vino al mondo ha fatto una corsa come quella dell’Amarone sui mercati rincorrendo la piacevolezza. È un vino interessante da raccontare, di facile approccio, ma ora deve passare nella maggiore età e fare il salto verso il suo profilo vero, espressione di tutte le componenti che lo rendono peculiare e unico”. Tutte le grandi Denominazioni del mondo hanno dei marker sensoriali definiti che ne identificano i vini, in cui le espressioni aziendali trovano spazio senza diventare predominanti. I vini della Valpolicella non fanno eccezione, ma non tutti “parlano la lingua del terroir”.

 

“La Bertani Academy non ha un taglio squisitamente aziendale, ma territoriale-sottolinea il managing director Andrea Lonardi- Puntiamo ad accrescere non solo la conoscenza, ma anche la capacità critica verso i vini Valpolicella in funzione del loro stile e delle tecniche di vinificazione. Si parla spesso di vini che riflettono il territorio, ma c’è bisogno anche di persone che sappiano riconoscerli e raccontare le loro caratteristiche. A questo servono i seminari e poi le degustazioni alla cieca di diverse etichette tra cui individuare i marker del territorio. Descrittori olfattivi e gustativi sempre presenti nei vini di Bertani e in particolare nell’Amarone Classico, emblema della filosofia aziendale, che non può semplicemente essere narrata, ma va vissuta in prima persona come accade durante la Bertani Academy”.

Bertani è stata la prima azienda a credere nell’Amarone, ad avere una precisa volontà di produrre un vino secco da uve appassite e a impostare una ricerca per produrlo quando la Denominazione di origine non esisteva. “Il nostro Amarone ha alle spalle una progettualità precisa già a partire dagli anni Cinquanta e ancora oggi -prosegue Lonardi- portiamo avanti il testimone passato da Ernesto Barbera (ndr, l’enologo piemontese autore della prima annata, la 1958). È come lavorare in una bottega artigiana, non puoi fare il vino che vuoi, ma devi concorrere a migliorare un progetto. Crediamo nel valore delle persone e nella loro capacità di comprendere il vino che hanno nel bicchiere. Per questo impostiamo le degustazioni della giornata finale della Bertani Academy tagliando a fette, se così si può dire, le Denominazioni, cioè portando l’attenzione su tutti gli elementi che caratterizzano i vini Valpolicella. Sulle cultivar locali, come Corvina e Corvinone, per citarne solo due, e sul nostro clone di Corvina Novare, scarico di colore, ma ricco di polifenoli. Sul territorio caratterizzato da condizioni climatiche particolari per la vicinanza del Lago di Garda e da suoli che conferiscono ai vini profili sensoriali distintivi. Sulla selezione delle uve nello stesso vigneto da cui si producono vini diversi. Sulla doppia maturazione e sulle condizioni in cui avviene l’appassimento delle uve. Su fermentazioni e contenitori di affinamento. E, infine, sul peso che ognuno di questi fattori ha sui diversi vini, con il Valpolicella fortemente marcato da varietà e suoli, che incidono meno nel caso del Ripasso in cui la tecnica determina fortemente lo stile, fino all’Amarone in cui l’espressione è resa ulteriormente complessa dalle modalità e intensità dell’appassimento delle uve, fino ai contenitori e alla durata dell’affinamento”.

 

La continuità dell’Amarone della Valpolicella Bertani, il suo stile, è fatto anche di numeri. Da cinquanta annate i suoi parametri sono pressoché costanti. L’Amarone Bertani a confronto con gli altri è marcato da un’alcolicità più bassa (15,1 gradi alcol contro 16,3), acidità lievemente più alta (6,2 grammi per litro contro 5,7) e un residuo zuccherino ridotto (4,6 grammi per litro contro 7,8).

“È un Amarone unico e differente dagli altri sul mercato, capace di invecchiare -conclude Pedron. Quest’anno festeggiamo un doppio cinquantenario: l’uscita dell’Amarone 2008 a 50 anni dal primo del 1958 e il rilascio di un’annata storica, la 1967, di cui abbiamo un numero importante di bottiglie. Con Bertani Academy vogliamo rafforzare l’idea che siamo diversi, non meglio o peggio, ma coerenti. Una coerenza anche costosa in termini economici, che vuol dire porsi davanti al proprio consumatore con trasparenza. Oggi lo ‘stile Bertani’ sta diventando di moda e la nostra etichetta, rimasta uguale a se stessa negli anni, ci rende riconoscibili in qualsiasi enoteca del mondo”.

Clementina Palese

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