Dom Pérignon Rosé 2005, la forza del Pinot Noir

Svelato a Firenze il nuovo millesimato della maison: uno champagne che interpreta magistralmente il pinot noir esprimendone tutta la potenza e ricchezza, regalando una sorprendente personalità

Svelato a Firenze il nuovo millesimato, uno Champagne che interpreta magistralmente il Pinot Noir esprimendone tutta la potenza e ricchezza, dal creatore di questo grande Champagne Vintage Rosé, l’enologo Vincent Chaperon, che da otto anni lavora al fianco dello chef de cave Richard Geoffroy.
Il risultato è un vino che al naso rivela note tropicali, come la guava e la foglia di curry, che si fondono alla scorza di limone e frutta a nocciolo molto matura; completano l’armonia dei profumi gli accenni di cacao e spezie torrefatte. Al palato il protagonista è il Pinot Noir, con una vinosità tonica, in cui la ricchezza iniziale si espande e si afferma, svelando un’importante corposità, solidità e struttura. La persistenza in bocca è notevole, con delicati accenni di liquirizia e note amare di arancia rossa. Nasce da qui l’affermazione dello chef de cave: ‘Dom Pérignon Rosé is not Pink’, è un rosato che si avvicina ai territori dei grandi rossi, di cui è testimonianza la sua maturità aromatica.

Foto di Filippo Manzini

Non a caso il debutto del Dom Pérignon Rosé 2005 è avvenuto in terra toscana, la patria dei grandi rossi, e non a caso questo Champagne al di sopra delle righe e fuori da ogni schema è stato proposto in abbinamento alle più pregiate carni rosse, come ha spiegato Valeria Righetti, Senior Brand Manager Dom Pérignon Italia: “Abbiamo voluto ricreare un confronto tra due gusti assoluti: la carne di chianina, in omaggio alla regione che ci ospita, e quella di wagyu, in omaggio al Giappone, che insieme all’Italia simboleggia per i nostri enologi la perfetta armonia di gusto”.

Foto di Filippo Manzini

Dom Pérignon Rosé ha messo quindi a confronto, esaltandole al meglio, due carni diverse ma complementari: la chianina, magra, delicata ed elegante, e la carne di wagyu, caratterizzata da un gusto ricco e persistente. Un accompagnamento sorprendente ma in perfetto e raffinato equilibrio, nell’esaltazione delle creazioni degli chef del ristorante giapponese Iyo di Milano (una stella Michelin dal 2015), Michele Biassoni e Haruo Ichikawa (supportati dallo storico catering Guido Guidi di Firenze) in cui la tradizione giapponese del sushi ha incontrato la carne con preparazioni che si trasformano e si rinnovano.

Foto di Filippo Manzini

Dom Pérignon Rosé 2005 ha sedotto il palato sia con il Carpaccio di chianina e il Sushi di carne, sia con la wagyu e la chianina alla piastra. Il 2005 è stato un anno eccellente anche nella Champagne, con un clima caldo e asciutto, ma anche con un microclima favorevole allo sviluppo delle muffe. Ed è qui che è intervenuta l’esperienza di Vincent Chaperon e Richard Geoffroy. E aggiunge Valeria Righetti: “Il Pinot Nero porta questo Champagne a un altro livello, senza intaccarne l’equilibrio, l’armonia e l’eleganza”. I tre elementi portanti dello stile della Maison.

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