Monteverro, una storia d’amore toscana

IMG_2286“Mio marito Georg è un grande appassionato di vini, dopo la laurea ha deciso di realizzare il suo sogno di produrre vini propri. Con un’idea ambiziosa, produrre vini di altissima qualità e il primo passo era la ricerca del territorio, dove porre le radici di questa impresa e il suo amore l’ha portato in Toscana, ma a Bolgheri le parcelle disponibili non c’erano, poi ha scovato un terreno più a sud, a Capalbio, in Maremma, e lì ha trovato 3 colline abbandonate, dove in passato veniva coltivato grano, ha visto il mare a 5 km e dietro la macchia mediterranea, con la sua infinita varietà di piante e animali. Ha guardato il suolo e ha visto che era molto ricco di calcare argilla e ciottoli. Ha deciso di analizzare il terreno con esperti internazionali che gli hanno confermato che il luogo era adatto a grandi vini. Ha cominciato da zero e ha potuto realizzare davvero quello che aveva in mente. Anni dopo sono entrata anche io in questo sogno e sono rimasta subito affascinata dalla sua visione.” Così spiega la nascita di Monteverro Julia Weber, proprietaria assieme al marito Georg di una delle aziende più interessanti della Maremma. Monteverro produce vini d’ispirazione francese, e non a caso si avvale dell’enologo Matthieu Taunay.

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Esempio massimo della produzione è l’omonimo Monteverro, una couvée di cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e petit verdot, una sorta di premier grand cru toscano, prodotto in limitate quantità. Un rosso ben equilibrato e dalla grande struttura, dal bouquet ricco e avvolgente, ideale nell’abbinamento con carni elaborate. Tutti i vini dell’azienda, dal Vermentino al profumato Chardonnay, dal Tinata (assemblaggio di syrah e grenache) al Terra di Monteverro (sempre a base di cabernet sauvignon, franc, merlot e petit verdot), sono stati oggetto di degustazione giorni addietro a Milano. La briosa cucina di Viviana Varese, di Alice Ristorante a Milano, ha regalato abbinamenti molto interessanti, sia per i bianchi, allo chardonnay, ad esempio, si è accompagnato benissimo il Calamaro, sia per i rossi, come nel caso della sua Carbonara, equilibrata e intensa come il Verruzzo, vino dove il sangiovese incontra i vitigni francesi.

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