Vino: migliorano performance e rischiosità

Dalla collaborazione tra Crif Ratings e Wine Monitor di Nomisma nasce un osservatorio permanente semestrale dedicato all’analisi dei tassi di default delle imprese vinicole italiane. Oltre al record dell’export (5,4 miliardi di euro), il 2015 sarà ricordato per la ripresa delle vendite di vino nel mercato interno, in particolare per quanto riguarda il canale Gdo. E questo non poteva non riflettersi in maniera positiva anche sul profilo di rischiosità del settore, come testimoniato dai dati di Crif Ratings sull’andamento dei default finanziari.

I tassi di default nel settore vinicolo italiano risultano ampiamente al di sotto della media registrata per l’intero Food & Beverage. Ciò è evidente sia con riferimento a incagli e sofferenze bancarie (meglio noto come tasso Basilea ‘past-due 90’) che per i default pubblici (procedure concorsuali o pregiudizievoli). Nel 2015 i tassi di default Basilea e pubblico del settore wine si attestano, nell’ordine, al 3,9% e 0,5%, sensibilmente inferiori a quelli del complessivo comparto del Food & Beverage, rispettivamente il 4,4% e lo 0,9%.

Nel 2015 il grado di rischiosità del comparto risulta in contrazione e ha ormai raggiunto i livelli pre-crisi relativamente ai default pubblici; ancora migliori i risultati sul fronte dei default Basilea che sembrano essersi assestati su un livello più contenuto rispetto a quelli del biennio 2007-2008.

Se a livello generale la dinamica delle insolvenze finanziare del settore risulta correlata all’andamento del mercato nazionale ed estero, tale relazione è più o meno significativa a seconda dei mercati geografici e dei canali commerciali serviti.

Le aziende vinicole export-oriented hanno potuto beneficiare di una crescita della domanda, più o meno significativa, in tutto il periodo 2007-2015, eccezion fatta per il 2009. Ben diverso è il contesto di mercato delle imprese vinicole rivolte al mercato domestico e in particolare quelle esposte verso il canale “on trade”. Sono queste ultime, le realtà, in genere di piccole dimensioni, che hanno conosciuto una significativa riduzione dei ricavi e un peggioramento del profilo di rischio negli ultimi anni.Vigneti

Anche in ottica prospettica, accanto alla composizione merceologica dell’offerta produttiva, canali e mercati geografici resteranno due driver rilevanti per valutare il rischio di credito delle imprese del comparto”, afferma Paolo Bono, Associate presso Crif Ratings. E ad oggi tutto fa pensare che la domanda continuerà ad essere trainata dall’export così come i consumi interni si sposteranno sempre più verso le strutture della Gdo.

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