Firenze impone il km 0

Il km 0 diventa legge. Nell’era della globalizzazione il Comune di Firenze ha deciso di tutelare i prodotti del territorio. La Giunta di Palazzo Vecchio ha deciso  che nel centro storico del capoluogo sarà possibile aprire paninoteche, ristoranti o negozi alimentari solo se la materia prima utilizzata sarà prevalentemente toscana.

“Per aprire una nuova attività alimentare di commercio al dettaglio alimentare o di soministrazione sarà obbligatorio vendere il 70% di prodotti di filiera corta o del territorio” è la decisione dell’amministrazione comunale che ha dato il via libera al disciplinare presentato dall’assessore allo sviluppo economico Giovanni Bettarini. Si tratta del primo passo operativo del regolamento per la tutela e il decoro del centro storico Unesco già approvato dal Consiglio comunale. firenze

“Vogliamo che a Firenze vinca la qualità – ha detto Bettarini –. Una scelta che stiamo portando avanti in tutti i settori, a partire dall’approvazione del regolamento per la tutela del centro storico, al lavoro che stiamo facendo su mercati e turismo. Il disciplinare di oggi conferma questa volontà, con un intervento innovativo nella direzione che i cittadini hanno sempre chiesto. Non possiamo lasciare che il commercio venga completamente stravolto, perché è una parte del valore e dell’identità di questa città. Quindi no alle preclusioni, ma grande attenzione e responsabilità a ciò che avviene nel centro storico”.

Il disciplinare definisce come filiera corta “il percorso economico di un prodotto dallo stadio iniziale della produzione a quello finale dell’utilizzazione”, con al massimo due intermediari commerciali tra il produttore e il consumatore e con la produzione realizzata in Toscana. Per i prodotti tipici si fa riferimento al catalogo della Regione Toscana, che comprende prodotti di qualità dell’agroalimentare toscano certificati con i marchi europei di denominazione di origine protetta (Dop) e indicazione geografica protetta (Igp) e al catalogo dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat). È prevista la possibilità di deroga su presentazione di singoli progetti che saranno valutati caso per caso da una apposita commissione tecnica. La valutazione riguarderà la qualità dell’allestimento di vetrine, insegne e interni, tipicità dei prodotti, qualità delle materie prime utilizzate, innovatività e originalità del progetto, integrazione con l’identità del tessuto storico, architettonico e commerciale della città e le modalità di gestione.

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