TripAdvisor non risponde. E il locale è ko

Passino le critiche, ma se queste diventano insulti si rischia di finire indagati per diffamazione. E’ quanto è successo a tre anonimi commentatori di TripAdvisor finiti in giudizio per avere pesantemente criticato un locale milanese molto di moda nei pressi dellla Stazione Centrale.

I tre però si sono salvati perché, nonostante le indagini della Polizia Postale, non si è riusciti a risalire ai nomi degli utenti a causa della mancata collaborazione del portale.

Succede a Milano dove, il 24 marzo 2014, l’utente che utilizza il nick Sandrocan definisce il locale “imbarazzante” con “pane vecchio e cameriere da balera”. Se la prende con la frittura di pesce e chiude con eleganza parlando di un locale “per zoccolette e calciatori: infimo”.

Il proprietario non la prende bene e si rivolge al sito che cancella il commento. Non finisce qui. Arriva l’altro utente Benedettamarty che commenta “nonostante appaia tra i più in auge e cool in questo periodo è da sconsigliare vivamente, a meno che non siate uomini di una certa età con un buon portafoglio alla ricerca di accompagnatrici di alto bordo”.

A seguire è la volta di Desantisio che scrive: “Clientela fuffa, Rolex ed escort”. La misura è colma e si passa alla denuncia. per diffamazione. Il pm però dice che accanto alla recensioni negative ci sono anche quelle posititive. E alcune di quelle negative “sono del tutto analoghe, per contenuto, a quelle espresse da chi è stato denunciato”. Così “per mancanza di antigiuridicità del fatto” e perché gli autori delle stroncature “hanno esercitato il proprio diritto di critica”, chiede di archiviare la denuncia.

L’avvocato impugna la richiesta e il Gip gli dà ragione disponendo di identificare i tre frequentatori del portale e indagarli per diffamazione. Le motivazioni del giudice per le indagini preliminari parlano di “espressioni particolarmente forti e aggressive”. E poi c’è il sospetto che le critiche possano “essere state fatte ad arte”. Secondo il giudice, quando “ci si riferisce alla descrizione dell’ambiente” si usano “termini, definizioni e circonlocuzioni più che allusive, descrittive proprio di un locale di infimo livello che desta anche una certa ripugnanza”.

La faccend però è arrivata alla fine. Il Gip infatti ha dovuto archiviare il tutto visto che TripAdvisor non ha mai risposto alle richieste italiane. “Le notifiche – aggiunge il giudice – venivano pressoché ignorate dal destinatario, giacché ad esse seguivano o il totale silenzio o risposte automatiche meramente indicanti l’assenza del titolare fino a data prestabilita”.tripadvisor_logo

In più la rogatoria sarebbe sta un percorso difficile “perché la diffamazione non costituisce un reato federale negli Usa, la cui legislazione è storicamente sensibile in materia di libertà di parola” e la sede del portale è nel Massachusetts dove “il sistema penale prevede come per la diffamazione per iscritto o su Internet, l’affermazione incriminata compiuta debba essere assolutamente falsa e sorretta da un intento malevolo”. Tutte cose difficili da dimostrare.

Rimane quindi la libertà di diffamazione.

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