Ristorante, pasta e lavoro. L’innovazione firmata Barilla

Barilla spinge l’acceleratore sull’innovazione su più fronti. A New York il ristorante di Herald Square, il terzo della società a Manhattan, si è dotato di una vetrina “intelligente” con uno schermo interattivo collegato alla rete.
Realizzata in collaborazione con Microsoft la vetrina digitale riconosce i movimenti dei passanti attraverso un sensore e gli permette di vedere il menu aggiornato, foto dei piatti del giorno e leggere i commenti dei clienti che arrivano sullo schermo in tempo reale da TripAdvisor.

All’insegna della trasparenza Barilla corre il rischio di vedere sparire qualche cliente a causa di contenuti negativi che non sono filtrati. Un rischio relativo visto il successo riscotrnto dai suoi locali nella Grande Mela. Agli abitanti di New York piace infatti la scelta di puntare su pasta e pizza sul modello “fast-casual”, a metà strada tra il fast-food e i ristoranti veri e propri.

Nel frattempo la società ha ricevuto a Roma dalla Fondazione per l’innovazione Cotec il “Premio nazionale per l’innovazione 2015”, consegnato dal ministro dell’Istruzione Università e Ricerca Stefania Giannini. Il premio è stato conferito per il progetto della pasta senza glutine. E’ la terza volta che l’azienda leader del mercato della pasta, con un fatturato superiore a 3 miliardi di euro e 29 siti produttivi, riceve questo premio.
La pasta, frutto di diversi anni di ricerca, viene prodotta in Italia, con una miscela di farine di mais e riso, dove il mais bianco è l’ingrediente chiave per assicurare al prodotto un gusto delicato, un colore naturale e un basso rilascio di amido durante la preparazione. Senza Glutine Barilla ha ricevuto anche l’approvazione in Usa della Gluten-Free Certification Organization e in Italia dell’Associazione Italiana Celiachia ed è autorizzata ad esporre il marchio Spiga Barrata.

Novità arrivano anche per lo smart working. Barilla punta a offrire l’opportunità di lavorare da casa agli impiegati entro il 2020. Lo ha comunicato una nota del gruppo che sottolinea come dal 2013 si stia lavorando nella direzione di estendere questa opportunità di lavoro flessibile. Fino ad oggi, su 1600 dipendenti coinvolti dal progetto, circa 1.200 (oltre il 74%) hanno usufruito dell’opportunità di lavorare da casa.

Il progetto di Smart Working in Barilla è aperto a tutti gli impiegati. Tuttavia – sottolinea il gruppo – esiste una maggiore propensione al suo utilizzo da parte delle donne tra 30 e 55 anni e da chi effettua un tragitto casa-ufficio mediamente lungo. La propensione all’utilizzo invece decresce con l’aumentare dell’età: la fascia più giovane è quella che la utilizza meno. Da un punto di vista contrattuale, i dipendenti possono lavorare in sedi diverse dall’ufficio per quattro giorni al mese, accordandosi con il proprio manager. I risultati ottenuti fino a oggi hano mostrato che per i manager non c’è stato un peggioramento nei livelli di produttività ed efficacia/efficienza delle prestazioni.

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