Vino: mercati Far East da costruire per Italia

Oltre la rotta di Marco Polo, il vino italiano ha una strada tutta una nuova da costruire nel mercato globale e le vendite enologiche nel Far East appaiono ancora di nicchia per l’export di calici made in Italy, ma sono tangibili gli effetti positivi della promozione tramite le misure dell’Ocm nel periodo 2008-2013 nei Paesi extra Ue. A evidenziarlo uno studio presentato da Tiziana Sarnari della Area Mercati di ismea al convegno di Business Strategies dedicato al futuro dell’Ocm Promozione, oggi a Wine2Wine. In India, ha precisato l’analisi Ismea presentata alla Fiera di Verona, il Paese leader per export vinicolo è la Francia col 33%, inseguita a buona distanza da Italia (13%), Australia (11%) e Regno Unito (9%). A Hong Kong e Taiwan l’Italia non si posiziona neanche tra i primi quattro operatori commerciali.

vino supermercato

Mentre in Corea del Sud l’Italia (16%) è in terza posizione, dopo Cile (25%) e Spagna (22%). A Singapore l’Italia (7%) è il quarto Paese esportatore, dopo Francia, Australia e Cile. Buone performance per i produttori italiani invece in Thailandia dove l’Italia (19%) insegue di misura l’esportatore leader che è l’Australia (20%) e supera la Francia, al terzo posto con 17%. Mentre nella lontana Australia, la parte del leone la fa la vicina Nuova Zelanda che rappresenta il 61% dell’import Aussie, seguita da Francia (17%) e Italia (9%), rileva l’analisi Ismea.

‘’Negli ultimi cinque anni i segni della promozione del vino italiano tramite Ocm si sono visti – ha concluso Sarnari – con l’export dei vini confezionati che ha una media annua di crescita del 5,8% ma che nei Paesi terzi (gli extra Ue target della promozione Ocm) raggiunge +7,2% nel periodo 2008-2013. Ancora meglio i vini spumanti con vendite all’estero in crescita media annua del +12,5 che nei Paesi terzi oggetto di promozione arrivano a +18,3%, merito anche del positivo ‘Effetto Prosecco’’’.

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