Adolescenti promossi a colazione

Un’indagine dell’Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” -ideato per monitorare la colazione e i suoi cambiamenti nel tempo- fotografa il primo e fondamentale pasto della giornata della famiglia italiana. La buona notizia è che rispetto allo scorso anno cala drasticamente (dal 16 al 5%) il numero dei ragazzi che la saltano. Anche grazie all’esempio dei genitori: se loro fanno colazione aumenta del 50% la propensione dei figli a farla…

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La prima colazione in famiglia è e resta uno dei simboli dell’identità familiare. Un vero e proprio rito che nonostante impegni e orari diversificati, resiste, al pari del pranzo della domenica, a ogni cambiamento sociale. E’ quanto emerge dall’indagine “La prima colazione in famiglia? Fa bene alla famiglia ” realizzata dal neonato Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” che fotografa gli atteggiamenti di 9 milioni di nuclei familiari, quelli con bambini e ragazzi tra i 5 e i 24 anni (37% del totale della popolazione). Oggi 1 famiglia su 3, praticamente ogni giorno, si riunisce al gran completo a colazione e 1 su 2 consuma questo pasto almeno in presenza di un genitore.

Esiste infatti un vero e proprio “fattore famiglia” che influenza, positivamente, l’approccio al primo pasto della giornata. Quando la si vive con i propri parenti, ad esempio, la prima colazione non la salta quasi nessuno: il 91% dei componenti la fa, si cerca di farla durare un po’ più a lungo (35%, che secondo i ragazzi sale al 64%), si preferisce godersela a casa (scelta condivisa dall’84%), mangiando quasi sempre (8 volte su 10) gli stessi prodotti o addirittura le stesse marche all’interno del nucleo familiare.

A servirla sono spesso i genitori (quasi sempre la mamma) ma anche i ragazzi sono abituati (37%) a prepararsi da soli quello che serve. Quando si è insieme a colazione, la tv resta un po’ più spenta (22% dei casi contro il 30% delle media nazionale) e 3 volte su 4 (76% dei casi) è l’occasione ideale – una delle poche nel corso della giornata – per dialogare.

Ma torniamo ai risultati dello studio. Una buona notizia viene anche dai dati sul consumo del primo pasto della giornata da parte dei ragazzi: i giovani (15-24 anni) che saltano la prima colazione scendono dal 16% al 5% rispetto allo scorso anno. Un dato in grande crescita se pensiamo che nel 2013 erano “solo” l’84% e che dimostra come la lotta al fenomeno del “breakfast skipping” da parte dei nutrizionisti e delle numerose campagne di informazioni sta prendendo piede soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

Inoltre, a conferma di una sempre maggiore attenzione a cominciare bene la giornata, l’indagine evidenzia come rispetto allo scorso anno sono aumentati i giovani che fa colazione “solamente a casa”: oggi sono il 78% mentre nel 2013 erano il 61%.

Tra i prodotti più amati dai giovani che vivono in famiglia ci sono al primo posto con distacco i biscotti (66%), seguiti dai cereali/muesli (13%),da pane/fette biscottate con marmellata/crema spalmabile (10%), merendine/brioches/croissant confezionati (6%), frutta fresca (5%), yogurt (3%). L’82% degli intervistati afferma inoltre di mangiare gli stessi prodotti e le stesse marche dei propri genitori, a dimostrazione di un feeling generazionale fatto di colori e sapori legati alla prima colazione.

A tavola poi sono loro a comandare: in 7 famiglie su 10 sono i figli a decidere cosa si mangia. E spesso – nel 50% dei casi – si servono da soli senza l’aiuto di un genitore. I giovani sono soddisfatti del dialogo che c’è a colazione, anche per merito loro visto che l’81% dichiara di parlare con i propri genitori. Tra gli argomenti più in voga la programmazione degli impegni della giornata la fa da padrone (58%). Più staccati seguono la scuola (22%), argomenti vari (13%) e lavoro (9%). Inoltre quando sono insieme ai propri genitori il 64% dei giovani afferma di fare durare di più la colazione…

Infine, mentre fanno colazione i giovani italiani quali altre attività svolgono? Se un buon 40 % si concentra solo sull’atto della prima colazione senza compiere altre azioni, 3 su 10 (29%) amano guardare la televisione e un 6% si collega allo smartphone. “Dal punto di vista del menù – afferma il Prof. Migliaccio – l’approccio delle famiglie alla prima colazione è corretto: si scelgono prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure ci si indirizza verso i cereali. Questi alimenti stimolano la sintesi di un neurotrasmettitore cerebrale, la serotonina, attivato appunto dagli zuccheri e dotato di effetti rilassanti sul sistema nervoso. In poche parole latte, biscotti e altri prodotti da forno danno una sensazione di calma, benessere, e migliorano l’umore. Le quantità di alimenti da consumare dovranno, invece, essere adattate all’età, al sesso, alla costituzione fisica, al tipo di attività che si svolge durante la giornata, al tipo di lavoro e/o sport che si pratica. Bene anche la scelta del latte, importante fonte di calcio. Unico aspetto da migliorare è la varietà: nessun alimento fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, per cui è fondamentale variare quanto più possibile e compiere scelte diverse, anche a colazione.”

L’esempio conta (e tanto): se i genitori fanno colazione aumenta del 50% la propensione di tutti i figli a farla (si passa dal 56% delle famiglie dove l’adulto non fa colazione all’80% di quelle in cui i genitori la fanno), e diminuisce di oltre il 50% (scendendo dal 26% all’11%) il numero di quanti non la fanno mai. “L’esempio è fondamentale e non sfugge ai più piccoli – commenta la psicologa Viviana Finistrella – parliamo di effetto ‘modeling’: dati sperimentali dimostrano che il comportamento dei genitori, ripetuto con una certa costanza, induce bambini e ragazzi al cambiamento. Al contrario ‘dire’ e ‘chiedere’ spesso provoca l’effetto opposto, soprattutto negli adolescenti”.

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