Il Chianti, vino e non solo… Appunti di viaggio

Di Livio R. Molino

Le terre del vino chianti si estendono su 6 province (Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena), quindi potremo dire che la storia del Chianti e quella della Toscana si sovrappongono, avendo una diffusione su quasi tutto il suo territorio.

Quando si pensa al chianti, la nostra mente ci porta a paesaggi delle dolci colline senesi, ma pochi immaginano che anche a Pistoia, città nota per i suoi vivai si produce dell’ottimo Chianti della sottozona denominata Montalbano, come quello della famiglia Becagli dell’azienda Casalbosco che nel Fuor Civitas dedicato alla città di Pistoia riprende nell’etichette i colori dei marmi chiari e scuri della chiesa San Giovanni Fuor Civitas. Questo Chianti DOCG Riserva 90% Sangiovese, 10% Merlot, fermentazione in acciaio e conservato in barrique 12 mesi, vuole esprimere la stessa eleganza e sobrietà che suggeriscono la facciata della chiesa.

Tornando verso Firenze consiglio di visitare Fattoria San Michele a Torri (Chianti Colli Fiorentini). Una vera fattoria dove si possono trovare gli allevamenti di Chianina, di maiali Cinta senese  ed inoltre una piccola produzione di olio d’oliva conservato nelle antiche orciaie di terracotta, molto difficile da trovare anche da queste parti dove si cerca di mantenere le antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione. unnamed

Volendo trascorrere un soggiorno piacevole in un posto dove poter godere della tranquillità, immersi in un parco di querce, pini ed antichi cipressi, bisogna allora fermarsi alla Tenuta la Gigliola, dove la simpatia di Paolo e sua madre vi faranno sentire come a casa vostra, potendo assaporare i piatti della cucina tradizionale Toscana accompagnata da vini genuini e particolari come il Canaiolo (100% canaiolo , vigneto di 50 anni che non viene prodotto tutti gli anni, ma solo quando si verificano le condizioni climatiche più favorevoli).

imageSe invece di andare al casinò volete tentare la fortuna in modo più sano ed  all’aria aperta, allora  ci si può dedicare caccia al tartufo. Lo si può fare nella tartufaia con la dotazione di un cane ad un prezzo di circa 100 € presso la fattoria di Sant’appiano, in uno degli scorci più belli del Chianti, affianco alla chiesa romanica di S. Apppiano (IX secolo)  e poi inoltre si possono degustare dei vini particolarmente eleganti, grazie all’impegno Pierfrancesco Cappelli, che produce dell’ottimo Rosè 100% Sangiovese, il Chianti Cappelli Domenico ed il Monteloro, vino di punta dell’azienda di cui consiglio l’annata 2007.

Monteriggioni, castello fortezza rimasta inespugnata per lungo tempo, splendidamente conservato vi farà fare un tuffo nel passato, per il quale conviene fare una piccola deviazione nel vostro viaggio ed inoltre un altro valido motivo è che a pochi chilometri avrete la possibilità di visitare un’azienda rimasta nelle mani della stessa famiglia dal 1349. La famiglia Casini Bindi Sergardi nella figura di Nicolò e sua figlia sono l’emblema dell’accoglienza Toscana con i racconti della famiglia fieri di aver portato avanti un’azienda  che ha una storia di quasi 500 anni e che continuerà con la brava Alessandra che si occupa soprattutto di sviluppare un’attività per la distribuzione all’estero dei pregiati vini di quest’azienda.

Da Monteriggioni, andando verso Firenze non si può non fare una sosta a San Gimignano ed ammirare le sue famose torri che si ergono nel suo centro storico, rendendo questo borgo unico e facilmente riconoscibile già da molto lontano.

In questa zona vi consiglierei di andare a trovare Andrea , presso l’azienda Pietraserena, ultimo discendente di una famiglia che si occupa da quattro generazioni di produrre vino e degustare quindi dell’ottimo Chianti Poggio al Vento  ( Colli senesi DOCG 100% Sangiovese) e Chianti Caulio (90% Sangiovese. Malvasia Nera, Sirah). Andrea è riuscito ad esportare i propri vini in Nord Europa e Stati Uniti, ma si occupa ancora personalmente dalla cura della vigna fino alla produzione del vino, mantenendo sempre i piedi per terra e consapevole che  mandare avanti un’azienda occorre totale dedizione e costanti sacrifici.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*