Dodici mesi con Lavazza e gli artisti dell’alta gastronomia

TORINO – Anche il caffè, o per meglio dire l’espresso, è “pura cucina”. Per averne una prova, basta parlare con Ferran Adria, lo chef spagnolo inventore del caffè solido. Oppure si può chiedere a Carlo Cracco, uno dei più famosi cuochi del piccolo schermo; o ancora a Antonino Cannavacciuolo, due stelle Michelin che nelle sue ricette mescola “amore e passione con pane, burro, acciughe e polvere di caffè”. Sono loro alcuni dei protagonisti del nuovo calendario Lavazza. Veri e propri maghi dei fornelli – insieme a Ferran Adria anche il fratello Albert, il francese Michel Bras e gli italiani Massimo Bottura e Davide Oldani. Attraverso di loro Martin Schoeller, fotografo tedesco famoso per i suoi ritratti di dive e personaggi politici come Angelina Jolie e Barak Obama, rendere omaggio a una professione tra le più ricercate in questi tempi di crisi. E immortala con il suo obiettivo l’ispirazione in cucina.Expo 2015: Francesca Lavazza,saremo presenti con grandi cose
‘Inspiring Chefs’ è infatti il titolo della 22/esima edizione del calendario Lavazza. Un oggetto di culto tra collezionisti e appassionati di fotografia, che interpreta al meglio il rapporto speciale  tra questi sette stellati e il caffè Lavazza.
Con Schoeller e l’agenzia Armando Testa, a cui Lavazza ha affidato la direzione creativa come per le precedenti edizioni, questi artisti del cibo vengono rappresentati ora come giocolieri, alle prese con difficili equilibrismi tra mille ingredienti, ora filosofi della natura, immersi in bolle di pensiero o nell’acqua delle risaie alla scoperta delle origini. Al centro di questo gioco di immagini il caffè Lavazza e il suo rapporto gli amici chef. Che sono sì famosi a livello internazionale, ma per nulla prime donne. Per questo motivo, nel loro intervento alla presentazione del calendario, hanno sottolineato quanto importante sia utilizzare al meglio il loro impatto mediatico per dare un esempio positivo ai giovani, spiegando il valore del lavoro e del rapporto con l’ambiente e i produttori.
Al lancio del calendario era presente anche Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, scuola che riceverà da Lavazza il contributo per sostenere le nuove generazioni di chef con le borse di studio ‘Young Inspiring Chefs’. Un’altra novità, ma sempre nel solco della tradizione, dal momento che la collaborazione tra l’ottavo torrefattore a livello mondiale e la onlus è iniziata nel 1996. Perché “il vero gioiello Lavazza – spiega Petrini – è la sensibilità verso le comunità produttrici. Se pensiamo che per ogni caffè venduto al contadino vanno sei centesimi – aggiunge – ogni sforzo per accorciare la filiera è straordinario”. Soprattutto quando a compierlo è un’azienda che, con 17 miliardi di tazzine all’anno consumate nel mondo, ha un fatturato di quasi 1.300 milioni di euro.
“Il calendario è la nostra bandiera – spiega Francesca Lavazza – a cui affidiamo i valori che esprime il posizionamento dell’azienda”. Il risultato finale è una straordinaria alchimia tra foto ‘da leggere’ e storie raccontate con una visione quasi cinematografica. Una ininterrotta sequenza naturale che parla di ispirazione e caffè nelle originali ambientazioni create da Schoeller per ritrarre gli chef con la tazzina in mano.

 

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