Rosaria Capacchione, Donna del Fare

La tradizionale festa delle Donne del Vino della Campania ha avuto quest’anno una location d’eccezione: Villa Domi, storica e raffinata dimora ai Colli Aminei.

Una sede elegante per una serata all’insegna del buon gusto e del buon bere. Protagonista assoluta la delegata regionale dell’associazione Maria Ida Avallone che dal 2010 presiede l’associazione che ha raggiunto il numero di 65 consociate.

Tanti gli ospiti presenti tutti appassionati del mondo dell’enogastronomia ed esperti del settore: sommelier, ristoratori, giornalisti. Tema della serata i 150 anni dell’Unità d’Italia e il ruolo delle donne nel comparto enogastronomico dal 1860 ad oggi”.

Una prima parte della serata ha visto l’intervento in conferenza di Marino Niola, antropologo dell’alimentazione, di Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca nazionale di Napoli, di Paolo Esposito di Banca Santander e di Vito Amendolara assessore all’Agricoltura della Regione Campania che ha dato il suo contributo alla serata salutando gli ospiti. A moderare gli interventi la giornalista Monica Piscitelli, donna del vino. A seguire una piacevole e ricca degustazione di prodotti tipici offerti dalle aziende produttrici e consociate: dalla mozzarella alla pizza, dagli assaggi gourmet alla grappa. Il tutto in abbinamento ai vini delle numerose cantine presenti.

Rosaria Capacchione

La serata si è conclusa con l’assegnazione del Premio le Donne del Fare che è andato a Rosaria Capacchione (nella foto), la giornalista del quotidiano Il Mattino che da anni si occupa di inchieste e processi di camorra. È stata Maria Ida Avallone a consegnarle il premio: un ulteriore riconoscimento per avere saputo testimoniare con coraggio il proprio impegno, trattando argomenti così scottanti senza mai venir meno a quella che si può definire una vera e propria missione.

Il premio di quest’anno, il Grappolo della Regina, è un esclusivo gioiello offerto da Ettore Regina, titolare della prestigiosa azienda partenopea e appositamente realizzato in oro e pietre preziose per sottolineare la preziosità dell’impegno femminile nei diversi campi.

Con questo premio, le donne del vino della Campania intendono esprimere il loro apprezzamento per l’enorme valore civile del lavoro della coraggiosa giornalista, impegnata nel denunciare il malaffare delle cosche camorriste e la loro capacità ad introdursi e a nascondersi negli ingranaggi del sistema politico ed economico della penisola. Un impegno che la costringe a vivere sotto continua scorta per le minacce subite.

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