L’esercito dei quindicimila

15.000 persone,  circa un quinto della popolazione di Treviso, dalla prossima settimana saranno  al lavoro nelle vigne delle colline di Conegliano Valdobbiadene  per raccogliere i grappoli destinati a diventare Prosecco Superiore. Ciascuna delle circa 3000 aziende agricole della denominazione coinvolgerà, mediamente, cinque persone. Una città al lavoro lungo uno dei panorami più belli della Marca, per un prodotto che è divenuto il suo fiore all’occhiello. Non a caso quest’area fu riconosciuta già nel 2003 come Primo Distretto dello Spumante in Italia.

Si partirà da Conegliano, l’area più calda, per terminare dopo il 20 settembre nell’area di Valdobbiadene, più fresca. E il caldo di questi giorni, nonostante le preoccupazioni iniziali, non creerà problemi: la vendemmia 2011 sarà di straordinaria qualità. Lo confermano i tecnici del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene. Questo, grazie anche alle temperature che in collina  si abbassano di oltre 10 gradi di sera e alle piogge di luglio, che  hanno garantito una buona riserva idrica.

Giancarlo Vettorello

«Le viti si presentano in ottimo stato di salute, capaci di lavorare ancora a pieno regime per garantire la maturazione dei grappoli  – afferma il direttore del Consorzio di Tutela Giancarlo Vettorello -.  Il segreto? Nelle ore più calde la vite fa la “siesta”, ovvero risparmia le energie, proprio come gli uomini, per riprendere l’attività vegetativa quando arriva la sera. I parametri sono entusiasmanti, con 9,5 gradi di alcol e di acidità».

I summit organizzati dal Consorzio di Tutela nei giorni scorsi con il mondo produttivo hanno permesso di delineare anche la situazione di mercato, particolarmente positiva per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, che anche nel primo semestre 2011 ha registrato il +6%.

L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dal presidente del Consorzio Innocente Nardi, è quello di dare progressivamente maggiore valore a questo vino, evitando impennate in un momento tanto difficile per l’economia mondiale. A ritenere dannosi e controproducenti i saliscendi di prezzo sono gli stessi produttori. Il ritocco sarà  dell’ordine del 5  – 10% e orientato a riequilibrare i prezzi dopo la discesa avvenuta in passato e a individuare la giusta remunerazione per un prodotto ottenuto con 600 ore di lavoro ad ettaro contro le 150 della pianura.

L’andamento di mercato e il riequilibrio dei prezzi spingerà così a rivendicare tutte le potenzialità della Docg. Ciò  consentirebbe di aggredire con maggiore forza un mercato mondiale in crescita, dove sono ancora necessarie molte energie per fare conoscere la nuova identità di questo vino, fino al 2009 conosciuto come Prosecco doc Conegliano Valdobbiadene.  In questo senso il Consorzio di Tutela si sta muovendo con un articolato piano di promozione in Italia e all’Estero. La prossima tappa sarà in Giappone nel mese di novembre.

 

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